N.18 - 11 novembre 2002
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Belli e preziosi: i fiori del veld
(Gianni Bedini) |
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La gigantesca mole del continente africano è
occupata quasi interamente da tre regioni bioclimatiche,
alle quali corrispondono paesaggi ben noti a tutti:
il deserto, la savana e la foresta pluviale.
Come la zona settentrionale, anche la regione del Capo, che corrisponde
al settore sud-occidentale del Sudafrica, gode di clima di
tipo mediterraneo, caratterizzato da estati calde e siccitose e da
precipitazioni concentrate nei periodi autunnale e primaverile.
Nonostante questa sostanziale somiglianza sul piano funzionale e morfologico, la flora del Capo è del tutto diversa da quella del bacino mediterraneo, come ci si può ragionevolmente aspettare considerando la enorme distanza che separa questi due ambienti e il loro relativo isolamento, efficacemente garantito da due vaste aree desertiche, Kalahari e Sahara. La differenza più impressionante è la straordinaria ricchezza floristica della regione del Capo; sebbene il bacino mediterraneo sia un importantissimo centro di biodiversità vegetale, con una flora ricca di ben 12.000 specie disperse su tutti i paesi che si affacciano lungo le sue coste, nella regione del Capo si contano 8.600 specie diverse di piante, concentrate in appena 90.000 km2: anche se il numero di specie è minore, la densità per Km2 è molto maggiore, e assai vicina a quella delle foreste pluviali. Uno dei paesaggi più caratteristici della regione del Capo è il veld, termine che indica vaste distese ricoperte da vegetazione erbacea o basso-arbustiva. Apparentemente monotono per la maggior parte dell'anno, il veld si ricopre di un tappeto policromo in primavera, rivelando, grazie alla straordinaria varietà di forme e colori di migliaia di fiori, una sorprendente diversità di specie. |
Il veld. |
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Circa tre quarti sono |
Dimorphotheca pluvialis |
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Le fioriture più spettacolari sono però quelle
delle geofite monocotiledoni, che spaziano su una vasta gamma cromatica e
combinano colori decisi e brillanti con toni più delicati e
sfumati; anche le forme assumono aspetti insoliti e originali, come quelle di
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Geissorhiza radians |
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La elevata ricchezza floristica, unita alla bellezza delle
fioriture, ha da tempo attirato l'attenzione della floricoltura
ornamentale. Alcune specie sono da tempo in coltivazione nei
vivai e nei giardini di tutto il mondo: calla (Zantedeschia aethiopica,
gazania (Gazania rigens) e Amaryllis belladonna
ne sono un tipico esempio.
In questo settore, le potenzialità della flora sudafricana sono ancora largamente inesplorate. I botanici del National Botanical Institute di Kirstenbosch, a Città del Capo, stimano in alcune migliaia le specie del veld di interesse floricolo, e ogni anno svolgono programmi di ricerca finalizzati alla produzione di nuove varietà colturali a beneficio dell'industria vivaistica locale che, traendo vantaggio economico dalle risorse naturalistiche, ha tutto l'interesse ad assicurarne la conservazione. Anche l'opinione pubblica è coinvolta, grazie alle mostre di fiori selvatici che si tengono nella regione - la più famosa è il Wild Flower Show di Darling - e ai programmi divulgativi del National Botanical Institute e delle associazioni ad esso collegate. |
Gazania rigens |
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Le piante del veld, comunque, non sono solo belle.
Alcune specie del genere Cyclopia, bassi arbusti della famiglia delle Leguminosae, servono a produrre un tè ricco di sali minerali e di (+)-pinitolo, un principio attivo con proprietà espettoranti e antidiabetiche, e povero di caffeina e tannini. Hoodia gordonii, della famiglia delle Asclepiadaceae, ha attirato l'attenzione dell'industria farmaceutica grazie a un principio attivo dalle eccezionali proprietà dimagranti, chiamato P57 e isolato dal Consiglio per la Ricerca Scientifica e Industriale del Sudafrica (CSIR). Poiché gli studi del CSIR si sono basati sugli usi tradizionali della hoodia da parte della tribù indigena dei San, che la usavano per ridurre lo stimolo della fame nelle lunghe battute di caccia, i loro rappresentanti hanno ottenuto la stipula di un protocollo di intesa con il CSIR, volto a garantire che una parte dei benefici derivanti dalla commercializzazione del P57 sia riservata alle comunità indigene.
Il veld, dunque è una riserva di biodiversità
con enormi potenzialità che possono portare grandi
benefici alle comunità locali, se correttamente gestito.
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Riferimenti |
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