N. 18 - 11 novembre 2002
Prepariamo un erbario: i trucchi del mestiere per le piante difficili
( Maria Ansaldi, Lucia Amadei, Simonetta Maccioni)

Piante con parti spesse
Le piante grasse si possono seccare più rapidamente ponendole tra alcuni fogli di carta assorbente, e passandovi sopra un ferro da stiro caldo (non a vapore!).

Certe piante (cipolle, tulipani, giaggioli, ecc.) hanno un bulbo, tubero o rizoma, che va tenuto alcuni minuti nell’acqua in ebollizione, prima di essere essiccate, per evitare che questi organi continuino la loro attività (per esempio, attraverso la produzione di gemme).

Alghe e altre piante acquatiche
Volendo essiccare campioni di specie algali, è necessario seguire alcuni accorgimenti.
Dopo il prelievo è consigliabile porre il campione in un recipiente contenente acqua (quella dalla quale è stato tolto), per trasportarlo fino a casa.
Prima dell’essiccazione, il campione va immerso in un recipiente pieno d’acqua, di dimensioni tali da consentire alle parti vegetali di espandersi, riprendendo le dimensioni naturali.
Se si tratta di un campione marino, è consigliabile sciacquarlo con acqua dolce.
Quindi, servendosi di un cartoncino semirigido da immergere nel recipiente sotto al campione, si estrae il medesimo in modo tale da prelevarlo dall’acqua e quindi essiccarlo in una posizione il più possibile simile a quella naturale.

Preparazione di una pianta acquatica
I colori dei fiori
Nell’essiccazione dei fiori, i colori svaniscono e diventano poco riconoscibili; se si desidera che nel campione si mantengano i colori della pianta viva, come nel caso di alcune fioriture particolarmente significative, è possibile adottare un accorgimento, prima di essiccare il campione.
Si pone la pianta all’interno di un barattolo di vetro vuoto, fornito di coperchio. Ci si procura una pasticca di zolfo, in vendita nei consorzi agrari, e la si sospende con uno spago.
A questo punto si accende la pasticca di zolfo, che brucerà in superficie, e la si mette, sospesa dallo spago, nel barattolo contenente la pianta, tappandolo prontamente col coperchio.

Trattamento con zolfo
La pasticca di zolfo, fino a quando c’è ossigeno nel barattolo, continua a bruciare, producendo anidride solforosa. Dopo alcuni minuti i fiori, immersi nell’ anidride solforosa, potranno essersi completamente scoloriti, ma questo non deve destare preoccupazione.
A questo punto si stappa il barattolo, all’aperto, in modo da non respirare l’anidride solforosa; si estrae la pianta e la si essicca normalmente.
Durante l’essiccazione, nel corso di alcuni giorni, i colori ricompaiono vivi come nella pianta fresca, e si mantengono tali.

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