Marzo 2001
Recensioni

  • Il giardino con le piante bibliche
    A cura di M. Grilli Caiola, Orto Botanico e Arboreto dell'Università di Roma "Tor Vergata", 2000.
    Il percorso giubilare del Papa ha attraversato - durante il giubileo dei giovani - l'Orto Botanico della seconda Università di Roma, a Tor Vergata. Per celebrare degnamente questo evento, di portata storica, l'Orto Botanico ha progettato un giardino dove sono coltivate le piante ricordate nella Bibbia. Il libro presenta foto e descrizione delle piante che sono state collocate nel giardino, accompagnate da una selezione di passi biblici che ne richiamano l'uso o il significato culturale nella vita del popolo ebraico. Sono sessanta le specie prese in considerazione, alcune delle quali sono note piante coltivate a scopo alimentare (vite, olivo, palma da datteri, farro, grano), ornamentale (cedro del Libano, cipresso, gigli, rose, tamerice) o medicinale (aloe, cicoria, cinnamomo, storace, zafferano). Chiude l'elenco alfabetico la zizzania, infestante delle messi e radicata anche in un modo di dire della nostra lingua.

Palma da datteri


  • The PLANTS Database
    http://plants.usda.gov/plants/
    Il Servizio per la Conservazione delle Risorse Naturali (NRCS) del Ministero per l’Agricoltura americano (USDA) è un’organizzazione federale che si occupa di coordinare gli sforzi di quanti, dai singoli alle associazioni di volontariato, si adoperano per la conservazione ed il sostegno delle risorse naturali e dell’ambiente. Tra gli strumenti che il NRCS mette a disposizione vi è il National PLANTS Database, una ricca sorgente di informazioni sulle piante degli Stati Uniti, dai licheni fino alle felci ed alle piante con semi (Angiosperme e Gimnosperme). Il database principale - che ha una dimensione di ca. 7 MB - può essere scaricato sul proprio computer e consultato comodamente offline, ma le informazioni ottenibili in questo caso sono puramente tassonomiche: nome scientifico, nome comune accettato, sinonimi eventuali e famiglia di appartenenza. Il sito offre invece, oltre a queste informazioni primarie, anche dati sulla distribuzione delle singole piante all’interno del territorio degli Stati Uniti, coadiuvati da mappe interattive che comunque non scendono troppo nel dettaglio geografico; riferimenti bibliografici alle principali pubblicazioni scientifiche relative alla pianta oggetto della propria ricerca; link a siti esterni sia tassonomici che di ricerca; dati morfologici e fisiologici indispensabili per la corretta identificazione della specie e sul suo periodo di fioritura, di fruttificazione nonché sulle sue modalità di propagazione; informazioni sui requisiti di coltivazione della specie, che vanno dall’intervallo di pH alla temperatura, alla tolleranza alla salinità ed alla concentrazione di calcio nel terreno, fino al tipo di terreno preferito ed alla densità massima di piantumazione; infine sono presentati anche dati sul tipo di utilizzo sostenibile dei prodotti della pianta, il loro contenuto proteico, la commestibilità per l’uomo e per gli animali, la commerciabilità dei semi e del legno, ecc. Il sito offre inoltre una serie di altre raccolte di dati consultabili per argomento, ognuna contenente informazioni su un insieme di piante più o meno esteso (dalle poche decine a qualche centinaio di specie): lista di piante culturalmente significative, lista di nomi botanici in disuso o altrimenti anomali, lista di piante invasive e/o nocive, esplorazione dei legami filogenetici di ogni taxon con i livelli gerarchicamente superiori ed inferiori, lista di piante minacciate e rare della flora degli Stati Uniti, strumenti per la gestione del territorio, quali l’indice di previsione dell’erosione del suolo, il modulo per la pianificazione della concimazione per le specie di uso alimentare, l’indice del fosforo, il sistema informativo sui siti ecologici (ESIS). Come si può vedere, si tratta di una ricca offerta, leggermente penalizzata da una certa lentezza nell’accesso ai dati, da una scarsità di immagini messe a disposizione per l’insieme delle specie e dal ritardo nell’aggiornamento di alcune parti del sito, probabilmente causato dalla mole di dati da integrare e verificare. Comunque PLANTS resta, per gli appassionati così come per i più esperti, un riferimento importante per soddisfare la propria curiosità e le proprie necessità di ricerca.


  • Index Kewensis on CD-ROM
    L’Index Kewensis è una lista di nomi di piante completa di riferimenti bibliografici alle pubblicazioni originali. La versione su CD-ROM di questo database essenziale, che risale al febbraio 1997, fornisce un metodo molto facile per reperire la nomenclatura ai vari livelli tassonomici: famiglia, genere, specie, come pure i taxa infra-generici ed infra-specifici. L’utilizzo del programma di consultazione della base di dati è davvero intuitivo e praticamente non è necessario ricorrere all’aiuto del manuale per iniziare una ricerca nomeclaturale: non appena si accede ad un livello tassonomico compare una maschera che carica automaticamente tutti i taxa appartenenti a quel livello, rendendo molto semplice la selezione del nome desiderato anche quando non se ne ricordi la grafia corretta. La velocità di accesso ai dati è davvero buona, i tempi di attesa per ogni nuova interrogazione sono ridotti al minimo. Il CD-ROM è alla sua seconda edizione, aggiornata rispetto alla precedente del 1993, contiene infatti voci nuove inserite fino a giugno del 1996; praticamente l’intero Index Kewensis originale risalente al 1893 a cui si sono aggiunti i 19 supplementi pubblicati nel corso di un secolo. Il CD-ROM è disegnato per Windows 95/98 e questo rappresenta un limite per i ricercatori che non utilizzano tale sistema operativo, peraltro ormai molto diffuso. Può tuttavia essere installato anche tramite MS-DOS, nel qual caso le interrogazioni del database si effettuano con Windows 3.x, eliminando in tal modo la necessità di ricorrere all’aggiornamento per coloro che ancora non l’avessero scelto. L’unica versione disponibile è in inglese, ma è ragionevole presumere che chi, singolo ricercatore o dipartimento universitario, sia in grado di affrontare la spesa onerosa di acquisizione del prodotto non abbia problemi con l’utilizzo di questa lingua. A fronte di questo ‘salasso’ l’acquirente non dovrà porsi problemi di rinnovo del proprio hardware; i requisiti minimi di sistema sono infatti ridotti all’osso: CPU a partire dal vecchio 486DX a 33 MHz, o equivalente, un lettore CD-ROM con una velocità 4x, spazio libero sul disco rigido di appena 2 MB, 8 MB di RAM per Windows 3.x, 16 MB per Windows 95/98, un monitor con una risoluzione di appena 640 x 480 a 256 colori, un mouse. Come si è accennato, l’Index Kewensis on CD-ROM è completo dei riferimenti bibliografici originali per ogni taxon oggetto di interrogazione. Tale importante opzione, che praticamente coniuga alla facilità di accesso ai dati la rilevanza di una pubblicazione ormai considerata standard nel settore - Brummit, R.K. e Powell, C.E., 1992. Authors of plant names. Royal Botanic Gardens Kew - non si riflette in un’altrettanto precisa cura dell’ortografia, che pure è così importante proprio per chi si occupa di ricerca nel campo della sistematica. Qualche piccolo errore nella sistemazione di un punto o di un trattino può talvolta significare un dubbio nell’attribuzione dell’autore ad un taxon; dubbio che peraltro il software non aiuta a risolvere evitando di indicare la soluzione giusta tra le tante proposte automaticamente da un’apposita maschera. Un invito a mantenere il gusto della ricerca ‘vecchio stile’, fatta anche di errori e di qualche tribolazione. La praticità d’uso dell’Index ne fa un prodotto davvero indispensabile per gli addetti ai lavori, botanici sistematici e ricercatori.






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