Marzo 2001
Proprietà ayurvediche delle piante
(Manuele Bondì)


Sono molte le specie di piante descritte nei testi ayurvedici tradizionali e impiegate nella preparazione di medicamenti ed olii essenziali; nella sezione precedente è stato riportato qualche esempio di specie originarie della flora del continente subindiano e tropicale, tra le quali Emblica officinalis, Eclipta alba, Picrorhiza scrophulariiflora sono le varietà `ad ampio spettro', più note anche in occidente per le loro proprietà curative. Ma anche tra le piante originarie o comunque naturalizzate della nostra flora ve ne sono molte che trovano un impiego nella medicina ayurvedica e che hanno il pregio della facile reperibilità per un uso dietetico non necessariamente prescritto dal medico.

Nella famiglia delle LILIACEAE, che molte specie ha prestato all’uso medicinale ayurvedico, troviamo fra le più versatili Allium sativum L., l’aglio (Lashuna), spontaneo della zona extratropicale settentrionale dell’Asia, ma introdotto e coltivato quasi ubiquitariamente. Tra i suoi componenti troviamo un olio essenziale, che contiene principalmente disolfuro di allile e di propile, le vitamine A, Bl, B2 e C e le sostanze antibatteriche allicina e allicetoina I e II. E’ una delle pochissime specie a possedere cinque Rasa: dolce, salato, piccante, amaro, astringente, pur prevalendo quello piccante. Manca il sapore acido. L’aglio viene impiegato nella terapia ayurvedica di ringiovanimento; effettuata d’inverno, prevede l’assunzione di 15 g al giorno e il controllo medico costante perché possono insorgere complicanze sia funzionali che organiche. La sua azione farmacologica si esplica come vasodilatatore, digestivo e antisettico ed è prescritto, oltre che come rimedio sintomatico del raffreddore e della tosse, anche nei casi di reumatismo e ipercolesterolemia.
    Effetto sui Dosha: fa diminuire Vata e Kapha, fa aumentare Pitta
    Virya: ushna (caldo)
    Vipak: katu (piccante)
    Guna: nessuna
    Prabhava: nessuna
    Affinitą Dhatu: nessuna

Un’antica statua che raffigura il medico celeste; secondo la filosofia ayurvedica, esso è in realtà presente in ogni uomo e deve solamente essere ‘risvegliato’ per mettersi all’opera.
L’Acorus calamus L. (ARACEAE), calamo aromatico (Vacha), è una vigorosa pianta perenne originaria dell’Asia centrale e occidentale, diffusa in tutta Europa nei luoghi umidi e paludosi, dove può essere anche facilmente coltivata. Cresce bene soprattutto sulle rive dei laghi e dei fiumi, anche nelle zone fredde. I Rasa sono piccante e amaro - dati dai due componenti attivi glucosidici della radice, l’acoretina e la calamina. L’estratto alcolico è ipotensivo, sedativo, analgesico.
    Effetto sui Dosha (struttura fisica): fa diminuire Vata e Kapha, fa aumentare Pitta
    Virya (energia): ushna (caldo)
    Vipak (azione post-digestiva): katu (piccante)
    Guna (qualità): laghu (leggero), tikshna (penetrante, sottile)
    Prabhava (potenza speciale): nessuna
    Affinitą Dhatu (tissutale): sistema nervoso
Il basilico sacro (Tulsi), Ocimum sanctum L. (LAMIACEAE), parente stretto del basilico impiegato nella nostra cucina, è spontaneo, oltre che dell’India e dell’Indonesia, dove viene considerato sacro e coltivato nei giardini di molte case, anche dell’Australia, dove cresce nel Queensland e nei territori settentrionali. Le foglie delicate variano dal color rosso scuro all’azzurrognolo, mentre il fiore è bianco e rosso. I Rasa sono amaro, piccante e astringente. Contiene rame in forma organica e la sua sistematica assunzione - comunemente sotto forma di infuso, anche con latte e zucchero - potenzia le capacità di difesa dell’organismo, oltre ad avere un effetto leggermente sedativo. Giova nelle affezioni del tratto gastrointestinale e dei polmoni per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e broncodilatatrici. Si usano soprattutto le foglie.
    Effetto sui Dosha (struttura fisica): fa diminuire Vata e Kapha, fa aumentare Pitta
    Virya (energia): ushna (caldo)
    Vipak (azione post-digestiva): katu (piccante)
    Guna (qualità): laghu (leggero), ruksa (secco)
    Prabhava (potenza speciale): nessuna
    Affinitą Dhatu (tissutale): sistema nervoso, midollo osseo, polmoni, cuore
La liquirizia (Yasti Madhu), Glycyrrhiza glabra L. (FABACEAE), viene utilizzata in medicina da migliaia di anni ed è coltivata anche in India pur non essendovi spontanea. Dalla radice si estraggono i componenti tra cui la glicirrizina (sale calcico e potassico dell’acido glicirrizico, 50 volte più dolce del saccarosio), glucosidi flavonoidi, liquiritoside e isoliquiritoside. Il Rasa è dolce. E’ usata soprattutto sotto forma di curna, come espettorante, emetico, broncodilatatore, antiinfiammatorio, con cautela nei casi di ipertensione e ritenzione idrica. La radice è fibrosa, perciò viene cotta, mescolata a latte o miele.
    Effetto sui Dosha (struttura fisica): fa diminuire Vata e Pitta
    Virya (energia): shita (freddo)
    Vipak (azione post-digestiva): madhura (dolce)
    Guna (qualità): guru (pesante), snigdha (untuoso)
    Prabhava (potenza speciale): nessuna
    Affinitą Dhatu (tissutale): tutti i sistemi corporei

Glycyrrhiza glabra, la liquirizia.
Le aloe sono liliacee succulente originarie delle zone asciutte e assolate dell’Africa meridionale e orientale e sono utilizzate per le loro proprietà medicinali fin dall’antichità, non solo in India, ma anche in Grecia, Egitto, Cina. Sono menzionate per la prima volta nel papiro di Eber del 1500 a.C. Aloe barbadensis Mill. (Kumari), con Rasa dolce, amaro, astringente, contiene gli alcaloidi barbaloina e isobarbaloina che formano l’aloina ‘cristallina’ e ‘amorfa’ e un’alta percentuale di estrogeni che ne sconsigliano l’impiego in gravidanza; ha proprietà antisettiche, antivirali, lassative, protettive della mucosa gastrica e del fegato.
    Effetto sui Dosha (struttura fisica): fa diminuire Vata, Pitta e Kapha
    Virya (energia): shita (freddo)
    Vipak (azione post-digestiva): madhura (dolce)
    Guna (qualità): guru (pesante), snigdha (untuoso), slaksna (liscio)
    Prabhava (potenza speciale): lassativo, depuratore del fegato e del sangue
    Affinitą Dhatu (tissutale): tutti i sistemi corporei
Possiamo menzionare ancora Prunus amygdalus (L.) Batsch (ROSACEAE), il mandorlo comune (Vatama), che allevia Vata, il cui frutto è prescritto nelle malattie polmonari e renali e che, unito al burro fuso di latte di bufala con latte e zucchero, ha proprietà afrodisiache (va preso almeno per un mese). Ricinus communis L. (EUPHORBIACEAE), il ricino (Eranda), di cui si utilizzano soprattutto i semi, dai quali si ricava un olio che giova in tutte le malattie reumatiche e come purgante. Punica granatum L. (PUNICACEAE), il melograno (Dadima), di cui molti popoli antichi usavano a scopo terapeutico la corteccia della radice che contiene alcaloidi (pelletierina), per eliminare la tenia e per regolarizzare il flusso mestruale. Cynodon dactylon (L.) Pers. (POACEAE), l’erba mazzolina (Durva), dal cui rizoma si estrae un succo che viene somministrato alle donne per accrescerne la fertilità e che fa diminuire Kapha e Pitta. Infine il miele (Madhu), con Rasa dolce e leggermente astringente, che esalta gli effetti terapeutici dei medicamenti ai quali viene aggiunto e allevia soprattutto Kapha; la medicina ayurvedica consiglia l’assunzione del prodotto invecchiato e non mescolato a bevande calde, con le quali sarebbe molto nocivo.

Ocimum sanctum, il basilico sacro.


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