Maggio 2001
Morfologia e anatomia delle liane
(Ilaria Amore)



I fusti delle liane, in particolare delle grandi specie legnose, mostrano una grande diversità sia nella morfologia esterna che in quella interna. Variano enormemente in spessore e possono essere circolari, angolari o appiattiti. A volte possono essere spiraliformi o a fune, a volte alate o come catene. Le piante di Bauhinia guianensis(Leguminosae) del Sudamerica sono a forma di nastro, con profonde ondulazioni su entrambi i margini. La struttura interna presenta spesso straordinarie anomalie nei modi di crescita secondaria. Le loro peculiarità anatomiche e superficiali sono spesso caratteristiche del genere o della famiglia e aiutano nell'identificazione. Il tipo di struttura del fusto ha poca relazione con il metodo di scalata e le strutture anomale sono spesso trovate solo nei fusti scalatori estremamente elongati e non nelle parti che abitano la volta. Nel fusto principale lo xilema consiste in un numero di fasci completamente separati inseriti in un tessuto più soffice. Il fusto delle liane assomiglia quindi ad una fune o corda sia internamente che esternamente e combina la flessibilità con una grande forza elastica. Entrambe queste proprietà sono un necessario equipaggiamento della pianta per il suo stile di vita.

Bauhinia guianensis, Leguminosae

Le radici sotterranee non mostrano speciali caratteristiche, ma quelle aeree degli scalatori tramite radici, hanno spesso caratteri peculiari. Nelle Araceae, per esempio, possono essere di due tipi: quelle che aderiscono al substrato o quelle nutritizie. Le prime crescono più o meno orizzontalmente lontano dalla luce e fissano la pianta al suo supporto; le seconde sono decisamente geotropiche positive. La struttura interna di questi due tipi di radice è sorprendentemente differente: i tessuti meccanici sono maggiormente sviluppati nelle radici di adesione, i tessuti conduttori in quelle nutritizie.

Le foglie delle liane della foresta tropicale hanno una tessitura fogliare che ècirca quella delle foglie degli alberi dello strato che esse raggiungono. Le foglie semplicemente ellittiche o ovato-lanceolate sono relativamente poco comuni e c'è una forte tendenza, come in tutte le liane, verso foglie con base reniforme o cordata più ampia. Alcune liane hanno foglie peltate. La nervatura principale solitamente si ramifica in maniera palmata dall'inserzione del picciolo. L'apice può essere o no acuminato.

La lamina è solitamente sostenuta con un ampio angolo dal picciolo. I tipi di foglie descritti sono prevalenti tra le liane, specialmente tra i rampicanti a fusto volubile, nelle più svariate famiglie, tanto che è difficile credere che siano dovute al caso. Anche quando le foglie sono composte, come nelle Leguminosae, le foglioline tendono a conformarsi alla forma prevalente. Una spiegazione per questa tendenza suggerisce che un'ampia foglia, più larga alla base, potrebbe essere avvantaggiata per la maggiore area traspirante.

Le condizioni ambientali che accompagnano le liane nel loro primo sviluppo nel sottobosco sono veramente differenti da quelle che intervengono a maturità ; le piante inoltre, come abbiamo già detto, passano velocemente da una condizione all'altra; quindi non deve sorprendere che in molte liane ci siano grandi differenze tra le foglie "dell'ombra - batifilli" e quelle "del sole - acrofilli". Questo tipo di eterofillia si vede estremizzato in alcune liane che scalano tramite radici, per esempio in alcune Araceae , in alcuni Ficus e nella Marcgravia. In queste piante i due tipi di foglie sono così diversi che spesso sono state attribuite a generi diversi. In Marcgravia le giovani piante hanno piccole, corte foglie rettangolari di tessuto soffice, con la superficie vellutata e sono ermeticamente pressate contro la corteccia degli alberi che le sostengono; dopo, quando la pianta ha raggiunto la volta, comincia a ramificare e produrre foglie di differente forma e tessitura - elongate, sclerofilliche, lucide. Esempi eclatanti di eterofillia nelle felci scalatrici sono presentate da Lomariopsis, Lomagramma e Teratophyllum dove i batifilli differiscono dagli acrofilli molto più che in Marcgravia. Casi così estremi di eterofillia non sono molto comuni, ma nelle liane come negli alberi, sono frequenti differenze minori tra le foglie giovani e quelle vecchie.
I fiori ed i frutti delle liane offrono pochi caratteri ecologicamente interessanti, ma vanno menzionate alcune liane,ad esempio varie Menispermaceae e specie sud africane di Pararistolochia (Aristolochiaceae) che sono cauliflore, producono cioè fiori solo sulle zone del fusto dove non ci sono né rami né foglie.

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