Maggio 2001
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Fiori e colori della forra dell'Adda
(Marcello Tardivo) | ||
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Tra rapide e cascatelle scorre lucente lacqua dellAdda gorgogliando tra rocce e pareti
strapiombanti, il cui sciabordare riecheggia lungo il profondo canyon che solca lAlta
Pianura lombarda dalla località di Paderno dAdda sino alle pendici delle mura del castello
di Trezzo sullAdda che un tempo dominava lantico confine tra il Ducato di Milano e
la Repubblica veneziana. Un angolo della Lombardia sconosciuto a molti ma che ebbe ammiratori
illustri, quali Leonardo da Vinci che dagli spettacolari panorami e paesaggi locali trasse
ispirazione per il fondale dipinto nel capolavoro
"La Vergine delle rocce".
Il panorama è senza dubbio suggestivo per la particolare morfologia del luogo che vede scorrere il fiume Adda incassato tra ripidi versanti fino ad una profondità di 80 m . Le pareti ora nude, da cui affiora la roccia denominata ceppo, ora boscate, modellano un paesaggio in parte risparmiato dalla crescente urbanizzazione metropolitana. |
Particolare da " La Vergine delle Rocce" | |
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Il canyon dellAdda, detto
forra, ha origine da antiche frane che, con laiuto della
forza erosiva del fiume, hanno intagliato la pianura dopo che si erano ritirati gli
immensi ghiacciai
quaternari che scendendo dalle Alpi portarono il gelo su tutta lalta pianura lombarda.
In un ambiente così coinvolgente, disegnato da pareti simili a giganteschi
gradini rinverditi dalla vegetazione, si diramano stretti e nascosti sentieri che
conducono lescursionista, amante della natura, tra lembi di boschi di forme,
colori e profumi molto diversi tra loro. Il carpino nero (Ostrya carpinifolia)
e lorniello (Fraxinus ornus), alberi
amici per la pelle, vegetano sulle pareti più asciutte ed esposte al sole.
A far loro compagnia si ritrovano il bagolaro detto anche spaccasassi (Celtis australis),
la roverella (Quercus pubescens),
la lantana (Viburnum lantana), il corniolo (Cornus mas)
e il temuto pungitopo (Ruscus aculeatus). Negli angoli più interni
dove il clima si fa più umido si ritrovano lembi del bosco di querce, caratterizzato
dalla rovere (Quercus petraea) ed impreziosito dal castagno (Castanea sativa),
dal ciliegio (Prunus avium) e dallolmo (Ulmus minor); così
come permangono dei frammenti del bosco tipico del lontano passato padano.
Un tempo, infatti, la pianura, prima che venisse quasi completamente frastagliata con le colture cerealicole, si caratterizzava per la presenza di splendidi boschi ricchi di farnie (Quercus robur), roveri (Q. petraea), carpini bianchi (Carpinus betulus) ed aceri campestri(Acer campestre), ciliegi e biancospini (Crataegus monogyna)che raggiungevano una maestosità nellaltezza e nel portamento che difficilmente oggi riusciremmo a trovare o solo ad immaginare! Nondimeno linvadente robinia (Robinia pseudacacia), affiancata dalle schiere di nocciolo (Corylus avellana) e di sambuco (Sambucus nigra), non ha risparmiato con la sua invasione questo angolo di pianura e ha trovato nelluomo un valido complice che lha introdotta e governata per produrre legna da ardere. Oggi però, abbandonate buona parte delle pratiche boschive in virtù dellurbanizzazione e del progresso tecnologico e sociale, la robinia viene meno ceduata per farne del legname cosicché la sua permanenza ci regala in maggio splendide, vistose e profumate fioriture mellifere di colore candido. |
Il fiume a Paderno d'Adda
sambuco | |
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Chi si avventura nel sottobosco della forra noterà come essa rinverdisca al finire
dellinverno e muti di colori e profumi fino allautunno. Tra il muschio e le
radici degli alberi fioriscono splendide specie
nemorali tra le quali è possibile ammirare
il bucaneve (Galanthus nivalis),
il campanellino (Leucojum vernum),
il dente di cane(Erythronium dens-canis),
la Scilla bifolia,
il latte di gallina (Ornithogalum sp.), e
l'epatica nobile (Hepatica nobilis).
Allimprovviso spettacolari tappeti monocolore di violacee
pervinche (Vinca minor; V. major)e di
candidi anemoni dei boschi (Anemone nemorosa)
si aprono davanti al cammino e un inconfondibile
aroma che satura laria preannuncia le bianche distese di
aglio orsino (Allium ursinum).
Le viole (Viola sp.pl.), i gerani(Geranium sp.pl.),
i Lamium e i fiori più comuni adornano i sentieri
lungo i quali si possono incrociare le fioriture di esotici e curiosi
alchechengi (Physalis alkekengi)e
di ornamentali gigli rossi (Lilium sp.), fuggiti dai giardini delle
case vicine per rifugiarsi
tra i compagni del bosco; mentre sulle rocce inumidite dallo stillicidio delle
sorgenti alligna il capelvenere (Adiantum capillus-veneris).
Dalle rive dellAdda, nelle piccole anse a
scorrimento lento delle acque, emergono la canna di palude (Phragmites australis)
e la tifa (Typha angustifolia), impreziosite
dalle fugaci fioriture delle ninfee (Nymphaea alba)e incorniciate
dalle boscaglie di ontani (Alnus glutinosa),
salici (Salix sp.pl.)e pioppi (Populus sp.pl.).
Tra i canneti e le fronde ricadenti degli alberi nidificano numerose specie di uccelli acquatici: frotte di germani reali, coppie di cigni, solinghi cormorani, affascinanti svassi maggiori e chiassose gallinelle dacqua. Dai limitrofi boschi riecheggia, inconfondibile, il tambureggiare del picchio; infine voci e tracce tra le siepi e le frange boscate tradiscono la presenza di piccoli e furtivi abitanti notturni. Ciò che non è stato raccontato è lasciato alla scoperta di chi desidera trascorrere una giornata nel verde, lontano dal chiassoso, grigio e malsano traffico cittadino e vicino ai suoni i colori e i profumi della natura. |
bucaneve
aglio orsino |
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