N. 16 - 18 giugno 2002
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Vegetazione, oltre i luoghi comuni
( Maria Ansaldi) |
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Cosa si intende per vegetazione? La vegetazione è
stata definita come un dono meraviglioso del suolo e del clima.
E infatti noto che in condizioni climatiche diverse, ad
esempio con la differente esposizione di due versanti montuosi,
o con cambiamenti anche minimi nelle caratteristiche del suolo,
il rivestimento vegetale assume composizione e forme diverse:
cambiano cioè le specie vegetali in esso presente - la
flora - ed il modo in cui esse si associano.
Flora e vegetazione sono due parole usate molto comunemente,
il cui significato - solo apparentemente intuitivo - è
sostanzialmente diverso.
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differenze di vegetazione |
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Le piante quindi non vivono in natura assolutamente
isolate, ma normalmente si aggruppano a costituire compagini
più o meno dense, più o meno ricche di specie; tali
aggruppamenti prendono il nome di fitocenosi o associazioni
vegetali. Lo studio della vegetazione consiste nello studio dei
diversi aggruppamenti vegetali che si riscontrano sul territorio.
Il concetto di aggruppamento vegetale è abbastanza intuitivo: ne sono noti a tutti esempi quali il prato, il bosco, la macchia. Il termine prato evoca nellimmaginario collettivo una distesa di erba più o meno alta, così come bosco richiama una superficie caratterizzata dalla presenza pressoché continua delle chiome degli alberi. Macchia è una parola così largamente in uso che la si ritrova frequentemente nella toponomastica; evoca situazioni in cui cespugli, alberi e arbusti formano un soprasuolo fitto e piuttosto intricato. |
macchia |
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Ad un livello
più razionale si trovano termini quali pineta,
querceto, canneto che descrivono le varie forme ed i
diversi aspetti che compongono il paesaggio vegetale; evocano immagini
più delineate nei contorni, nelle forme, nei colori e nel loro
mutare con le stagioni; ma non definiscono la vegetazione e la sua
composizione, non dicono da quali specie sia costituita. La vegetazione
è infatti in complesso delle piante che vivono in un ambiente
più o meno esteso, in relazione ai fattori attuali e storici
dellambiente stesso, considerate nel loro modo di associarsi.
Parole quali pineta, querceto, canneto, di
chiara etimologia latina, hanno suggerito i termini scientifici
che nominano le associazioni vegetali; il querceto di lecci si
chiama infatti Quercetum ilicis, così come il pascolo
alpino a carice curvula prende il nome di Caricetum curvulae.
Come si può dunque definire una associazione vegetale?
Secondo il botanico Braun-Blanquet, si tratta di un aggruppamento più o
meno stabile ed in equilibrio con lambiente, con una composizione
floristica determinata, in cui certi elementi quasi esclusivi (le specie
caratteristiche) rivelano con la loro presenza una ecologia particolare.
Da quanto detto emerge piuttosto chiaramente che lo studio della vegetazione
non può prescindere dalla conoscenza della flora. Per lo studio della
flora si prende in esame singolarmente ogni specie o taxon vegetale;
le singole piante, raccolte, verranno identificate ed elencate. Lo studio
della vegetazione si effettua per mezzo di rilevamenti; tra questi il
più comune è quello dovuto allo stesso Braun-Blanquet.
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Riferimenti bibliografici
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