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Sorprese botaniche dalla Maremma
(Emanuele Guazzi, Simonetta Maccioni)
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Tutto è iniziato in Maremma, durante una ricerca
sulle tradizioni etnobotaniche delle colline tra lOmbrone
e lAlbegna, alle spalle dei monti dell'Uccellina.
Come sempre in questo tipo di indagini, vengono intervistati
gli abitanti del posto, che mettono a disposizione le loro
conoscenze sugli usi delle piante, conoscenze tramandate
oralmente di padre in figlio fino ai giorni nostri.
Le sorprese di cui si parla scaturiscono durante le interviste
fatte al signor Otello Biagi, arzillo ultraottantenne proprietario
di un podere nella zona del Monte Bottigli. Il primo incontro nel
ristorante di famiglia rimane indelebile, non solo per la
gentilezza e lospitalità riservateci, ma anche per
gli esemplari di Lilium bulbiferum L. subsp. croceum
(Chaix) Baker e Lilium martagon L. che adornano un
tavolo della sala da pranzo e che a detta del nostro ospite sono
stati colti lì vicino! In noi si accende la curiosità
di vedere e in Otello quella di mostrarci questi tesori che
considera un po suoi, dal momento che percorrendo i sentieri
del Monte Bottigli controlla costantemente lo stato di salute delle
piante, minacciate dalle istrici alla ricerca di cibo.
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Otello Biagi intervistato da Simonetta Maccioni
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Quale meraviglia per lui sapere che si tratta di piante rare,
sia il "giglio rosso", come qui chiamano
Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Baker,
ma soprattutto l"orchidea selvatica",
L. martagon L.: dopo questo incontro non sono state
più viste sui tavoli del ristorante ...
Alcuni sopralluoghi permettono di verificare la consistenza e
la distribuzione delle popolazioni spontanee dei due gigli,
che si trovano lungo il Fosso della Quaresima e il Torrente
Ricopaglia, nel versante interno del Monte Bottigli, la cui
altitudine massima è di circa 200 m. Nel versante a
mare il paesaggio vegetale è caratterizzato da boschi
di querce sempreverdi (Quercus ilex L., Quercus
suber L.) e dal "forteto" di arbusti spinosi e
liane (Paliurus spina-christi L., Smilax aspera
L.) Il versante interno è ricoperto dal querceto
caducifoglio di Quercus pubescens Willd., accompagnata
da Quercus cerris L. nelle zone più fresche.
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Lilium bulbiferum subsp. croceum
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Lungo il Fosso della Quaresima si ritrovano Quercus ilex
L. e Q. pubescens Willd., in alto, Acer
monspessulanus L. e Quercus cerris L. nel tratto
finale fino alla confluenza con il torrente Ricopaglia. Tra
le altre specie censite ricordiamo: Alisma plantago
-aquatica L., Callitriche palustris L.,
Carex pendula Hudson, C.
remota L., Eupatorium cannabinum L.,
Galium palustre L., Juncus
conglomeratus L., J. inflexus L.,
Mentha aquatica L., Nasturtium
officinale R. Br., Oenanthe aquatica
(L.) Poiret, Polygonum hydropiper L.,
Potamogeton pectinatus L., Veronica
anagallis-aquatica L.
Lungo tutto il corso del torrente Ricopaglia crescono
Carpinus betulus L., Populus alba L.,
Populus nigra L. e Tilia cordata Miller;
solo nel tratto vicino alla confluenza con il Fosso
della Quaresima si ritrovano anche Quercus
cerris L., Q. ilex L. e Q.
pubescens Willd. Altre specie ritrovate sono:
Alisma plantago-aquatica L.,
Apium nodiflorum (L.) Lag.,
Athyrium filix-foemina (L.) Roth,
Carex pendula Hudson, Cyperus
longus L., Digitalis lutea
L., Equisetum palustre L.,
Equisetum fluviatile L.,
Eupatorium cannabinum L., Galium
palustre L., Juncus inflexus L.,
Lathyrus glycyphyllos L.,
Lathyrus venetus (Miller) Wohlf.,
Mentha aquatica L., Oenanthe aquatica
(L.) Poiret.
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Vegetazione lungo il fosso della Quaresima
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La popolazione di Lilium bulbiferum L.
subsp. croceum (Chaix) Baker si ritrova distribuita
lungo entrambi i torrenti, ed è formata da numerosi
individui in buono stato vegetativo, per la maggior parte
in fioritura e fruttificazione. La popolazione di Lilium
martagon L. appare più ridotta, trovandosi solo
nel tratto finale del Fosso della Quaresima, sulla sponda
destra che maggiormente risente della corrente di aria
fredda proveniente dalla sommità del Monte Bottigli.
È formata da pochi individui non sempre in buono stato
vegetativo, alcuni dei quali arrivano alla fioritura e alla
fruttificazione. Per entrambe le entità la presenza a
queste altitudini rappresenta un interessante caso di inversione
termica, trattandosi di entità medio-montane, che normalmente
vivono sulle montagne a quote più elevate. Inoltre, mentre
Lilium bulbiferum L. subsp. croceum
(Chaix) Baker era stata segnalata in precedenza in Maremma,
per Lilium martagon L. quella del Monte Bottigli rappresenta
una nuova stazione per la Toscana. I popolamenti dei due gigli sono
minacciati dalle numerose istrici che vanno alla ricerca dei bulbi.
La pressione appare minore per Lilium bulbiferum L.
subsp. croceum (Chaix) Baker rispetto a Lilium
martagon L., la cui esigua popolazione potrebbe essere danneggiata
in maniera irreparabile. Sarebbe dunque opportuno avviare un
controllo costante delle stazioni, unito al prelievo di semi per
la coltivazione ex situ e il successivo re-impianto in situ.
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Lilium martagon
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Riferimenti bibliografici
- Arrigoni P.V., Mazzanti A., Ricceri G., 1990
- Contributo alla conoscenza dei boschi della
Maremma grossetana. Webbia, 44(1): 121-150.
- Baroni E., 1897 - Supplemento generale al "Prodomo
della Flora toscana di T. Caruel".
Società Botanica Italiana, Firenze.
- Guazzi E., Maccioni S., 1997 - Sul ritrovamento
di Lilium martagon L. nei boschi termofili di
Monte Bottigli (Toscana meridionale). Bullettino
dellOrto Botanico di Lucca, I (2): 89 (1996).
- Guazzi E., Maccioni S., 1998 - Appunti sulla flora di
alcuni torrenti del Monte Bottigli (Grosseto). Atti Mus.
Stor. Nat. Maremma, 17: 31-36.
- Maccioni S., Guazzi E., P. E. Tomei, 1997 - Le piante
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- Pignatti S., 1982 - Flora dItalia.
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Moore D.M., Valentine D.H., Walters S.M.,
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