N. 16 - 18 giugno 2002
Sorprese botaniche dalla Maremma
(Emanuele Guazzi, Simonetta Maccioni)


Tutto è iniziato in Maremma, durante una ricerca sulle tradizioni etnobotaniche delle colline tra l’Ombrone e l’Albegna, alle spalle dei monti dell'Uccellina. Come sempre in questo tipo di indagini, vengono intervistati gli abitanti del posto, che mettono a disposizione le loro conoscenze sugli usi delle piante, conoscenze tramandate oralmente di padre in figlio fino ai giorni nostri.
Le sorprese di cui si parla scaturiscono durante le interviste fatte al signor Otello Biagi, arzillo ultraottantenne proprietario di un podere nella zona del Monte Bottigli. Il primo incontro nel ristorante di famiglia rimane indelebile, non solo per la gentilezza e l’ospitalità riservateci, ma anche per gli esemplari di Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Baker e Lilium martagon L. che adornano un tavolo della sala da pranzo e che a detta del nostro ospite sono stati colti lì vicino! In noi si accende la curiosità di vedere e in Otello quella di mostrarci questi tesori che considera un po’ suoi, dal momento che percorrendo i sentieri del Monte Bottigli controlla costantemente lo stato di salute delle piante, minacciate dalle istrici alla ricerca di cibo.

Otello Biagi intervistato da Simonetta Maccioni
Quale meraviglia per lui sapere che si tratta di piante rare, sia il "giglio rosso", come qui chiamano Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Baker, ma soprattutto l’"orchidea selvatica", L. martagon L.: dopo questo incontro non sono state più viste sui tavoli del ristorante ...
Alcuni sopralluoghi permettono di verificare la consistenza e la distribuzione delle popolazioni spontanee dei due gigli, che si trovano lungo il Fosso della Quaresima e il Torrente Ricopaglia, nel versante interno del Monte Bottigli, la cui altitudine massima è di circa 200 m. Nel versante a mare il paesaggio vegetale è caratterizzato da boschi di querce sempreverdi (Quercus ilex L., Quercus suber L.) e dal "forteto" di arbusti spinosi e liane (Paliurus spina-christi L., Smilax aspera L.) Il versante interno è ricoperto dal querceto caducifoglio di Quercus pubescens Willd., accompagnata da Quercus cerris L. nelle zone più fresche.

Lilium bulbiferum subsp. croceum
Lungo il Fosso della Quaresima si ritrovano Quercus ilex L. e Q. pubescens Willd., in alto, Acer monspessulanus L. e Quercus cerris L. nel tratto finale fino alla confluenza con il torrente Ricopaglia. Tra le altre specie censite ricordiamo: Alisma plantago -aquatica L., Callitriche palustris L., Carex pendula Hudson, C. remota L., Eupatorium cannabinum L., Galium palustre L., Juncus conglomeratus L., J. inflexus L., Mentha aquatica L., Nasturtium officinale R. Br., Oenanthe aquatica (L.) Poiret, Polygonum hydropiper L., Potamogeton pectinatus L., Veronica anagallis-aquatica L.
Lungo tutto il corso del torrente Ricopaglia crescono Carpinus betulus L., Populus alba L., Populus nigra L. e Tilia cordata Miller; solo nel tratto vicino alla confluenza con il Fosso della Quaresima si ritrovano anche Quercus cerris L., Q. ilex L. e Q. pubescens Willd. Altre specie ritrovate sono: Alisma plantago-aquatica L., Apium nodiflorum (L.) Lag., Athyrium filix-foemina (L.) Roth, Carex pendula Hudson, Cyperus longus L., Digitalis lutea L., Equisetum palustre L., Equisetum fluviatile L., Eupatorium cannabinum L., Galium palustre L., Juncus inflexus L., Lathyrus glycyphyllos L., Lathyrus venetus (Miller) Wohlf., Mentha aquatica L., Oenanthe aquatica (L.) Poiret.

Vegetazione lungo il fosso della Quaresima
La popolazione di Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Baker si ritrova distribuita lungo entrambi i torrenti, ed è formata da numerosi individui in buono stato vegetativo, per la maggior parte in fioritura e fruttificazione. La popolazione di Lilium martagon L. appare più ridotta, trovandosi solo nel tratto finale del Fosso della Quaresima, sulla sponda destra che maggiormente risente della corrente di aria fredda proveniente dalla sommità del Monte Bottigli. È formata da pochi individui non sempre in buono stato vegetativo, alcuni dei quali arrivano alla fioritura e alla fruttificazione. Per entrambe le entità la presenza a queste altitudini rappresenta un interessante caso di inversione termica, trattandosi di entità medio-montane, che normalmente vivono sulle montagne a quote più elevate. Inoltre, mentre Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Baker era stata segnalata in precedenza in Maremma, per Lilium martagon L. quella del Monte Bottigli rappresenta una nuova stazione per la Toscana. I popolamenti dei due gigli sono minacciati dalle numerose istrici che vanno alla ricerca dei bulbi. La pressione appare minore per Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Baker rispetto a Lilium martagon L., la cui esigua popolazione potrebbe essere danneggiata in maniera irreparabile. Sarebbe dunque opportuno avviare un controllo costante delle stazioni, unito al prelievo di semi per la coltivazione ex situ e il successivo re-impianto in situ.
Lilium martagon

Riferimenti bibliografici

  • Arrigoni P.V., Mazzanti A., Ricceri G., 1990 - Contributo alla conoscenza dei boschi della Maremma grossetana. Webbia, 44(1): 121-150.
  • Baroni E., 1897 - Supplemento generale al "Prodomo della Flora toscana di T. Caruel". Società Botanica Italiana, Firenze.
  • Guazzi E., Maccioni S., 1997 - Sul ritrovamento di Lilium martagon L. nei boschi termofili di Monte Bottigli (Toscana meridionale). Bullettino dell’Orto Botanico di Lucca, I (2): 89 (1996).
  • Guazzi E., Maccioni S., 1998 - Appunti sulla flora di alcuni torrenti del Monte Bottigli (Grosseto). Atti Mus. Stor. Nat. Maremma, 17: 31-36.
  • Maccioni S., Guazzi E., P. E. Tomei, 1997 - Le piante nella medicina popolare del Grossetano. 1. Le colline fra l’Ombrone e l’Albegna (Toscana). Atti Mus. Stor. Nat. Maremma, 16: 25-46.
  • Pignatti S., 1982 - Flora d’Italia. Voll. 1-3. Edagricole, Bologna.
  • Tutin T.G., Heywood V.H., Burges N.A., Moore D.M., Valentine D.H., Walters S.M., Webb D.A., 1964-1980 - Flora Europaea, Voll. 1-5. Cambridge University Press, Cambridge.


© Myristica