N. 17 - 21 luglio 2002
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Etnobotanica in provincia di Grosseto: le colline tra lOmbrone e lAlbegna
(Simonetta Maccioni, Emanuele Guazzi) |
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In passato la provincia di Grosseto è stata
poco indagata per quanto riguarda il patrimonio etnobotanico.
Al fine di colmare il vuoto esistente in questo campo sono
state intraprese ricerche sulle colline a sud di Grosseto
comprese tra i fiumi Ombrone e Albegna. Qui i boschi si
alternano ai poderi e ai graziosi borghi quali Scansano,
Montiano e Magliano in Toscana. I versanti meridionali sono
caratterizzati dal bosco di sclerofille sempreverdi, con
abbondante leccio (Quercus ilex L.), accompagnato
da orniello (Fraxinus ornus L.), lentisco
(Pistacia lentiscus L.), mirto (Myrtus communis L.),
fillirea (Phillyrea angustifolia L.),
marruca (Paliurus spina-christi L.) e stracciabrache
(Smilax aspera L.); le ultime due specie formano anche
il cosiddetto "forteto", caratterizzato da
liane e arbusti spinosi che lo rendono impenetrabile. Nelle zone
più fresche si insedia il
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Campi coltivati e boschi di sclerofille sempreverdi |
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Grazie al Signor Sereno Guazzi sono state contattate e poi
intervistate numerose persone nei diversi paesi, soprattutto
anziani che ricordano queste pratiche oggi poco diffuse tra
le nuove generazioni. Fra tutti coloro che hanno fornito le
notizie vogliamo ricordare il Signor Otello Biagi, già
protagonista delle "
Sorprese botaniche dalla Maremma", profondo conoscitore
e utilizzatore delle piante della Maremma.
Uno dei risultati più interessanti è stato il ritrovamento di
informazioni etnobotaniche per tre specie che non risultavano usate nella
medicina tradizionale e precisamente: Centaurea triumphetti All.,
Teucrium fruticans L. e Urospermum dalechampii (L.) Schmidt.
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Boccione maggiore |
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Sono stati raccolti dati anche su utilizzi poco usuali di numerose piante.
Per esempio la medicina tradizionale impiega due gigli spontanei, la cui
presenza in Maremma rappresenta un interessante caso di inversione termica,
trattandosi di entità medio-montane, che normalmente vivono sulle
montagne a quote più elevate. Si tratta del cosiddetto"giglio
rosso" (Lilium bulbiferum L. ssp. croceum (Choix) Pers.)
e dell"orchidea selvatica" (Lilium martagon L.): di
entrambi si raccolgono le antere, si mettono a macerare in olio di oliva
e l
oleito che si ottiene, applicato
in gocce nel canale auricolare, è utile per curare lotite.
Per prevenire larteriosclerosi si beve il decotto della radice della L infuso dei rizomi della |
Ginepro
Corbezzolo |
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Dai dati raccolti emergono interessanti notizie che possono trovare conferma mediante studi fitochimici e farmacologici. Intanto proseguono le ricerche in Maremma al fine di conoscere quel patrimonio di cultura popolare tramandato oralmente fino ad oggi, che deve essere fissato affinché non vada perduto. [ Tabella degli usi medicinali ] - [ Indice dei nomi delle piante ] |
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Riferimenti
bibliografici
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