Luglio/Agosto 2001
Armi di difesa
(Gianni Bedini)
Non c' è rosa senza spine, dice un famoso proverbio per mettere sull'avviso chi pensi di appropriarsi di un bel fiore senza dover superare ostacoli di sorta. Molte piante, come appunto la rosa, hanno adottato le spine per proteggersi dagli erbivori (e da certi botanici e botanofili!), che vorrebbero estirparle senza pietà.

In termini generali, le spine sono strutture rigide, lignificate, con una punta acuminata. Su queste caratteristiche comuni, le piante hanno evoluto una grande varietà di forme, giocando sulla possibilità di usare tessuti e organi diversi per la produzione di spine.

Quelle delle rose (Rosasp.pl.) sono prodotte dal tessuto sottoepidermico, senza connessioni con i tessuti più profondi: per questo, si staccano con facilità afferrandole vicino alla base e piegandole di lato . Strutture di questo tipo, denominate più precisamente aculei, possono trovarsi su fusti e su foglie. Oltre che a funzioni difensive, gli aculei possono essere legati alla funzione di ancoraggio: è il caso del rovo (Rubus fruticosus,Rosaceae) e dello stracciabrache (Smilax aspera,Liliaceae), che grazie agli aculei agganciano i loro esili fusti a piante più robuste.


Aculei su fusti.


Aculei su foglie.
Molte piante grasse, come ad esempio i cactus, hanno trasformato intere foglie - o loro parti - in spine: questa soluzione garantisce buona robustezza alle spine, che sono collegate ai tessuti profondi e non si possono staccare così facilmente come quelle delle rose; allo stesso tempo, la trasformazione della foglia in spina determina la forte riduzione della superficie traspirante, attraverso la quale la pianta perde acqua sotto forma di vapore acqueo: poiché queste piante vivono in ambienti molto aridi, la ridotta superficie di traspirazione è vantaggiosa per la pianta, che riesce a limitare la perdita di acqua.

La combinazione della funzione di difesa con la limitazione della perdita di acqua è una strategia efficace negli ambienti caldi e aridi, al punto che la trasformazione delle foglie o loro parti in spine è una caratteristica comune a gruppi sistematici diversi, come Cactaceae dei deserti americani e Euphorbiaceae e Asclepiadaceae di quelli africani.


Spine di piante succulente.
Tra le piante di zone a clima temperato, si osservano esempi di trasformazione di rami in spine. Il comune pero (Pyrus communis, Rosaceae) ha spine all'apice dei rami, come l'albero degli aeroplanini (Colletia cruciata,Rhamnaceae); il ginestrone Ulex europaeus,Leguminosae) riserva l'intero sistema di ramificazione alla creazione di spine. Spine rameali lunghe oltre 20 cm si possono osservare sulla Gleditsia sinensis, grande albero asiatico cui le spine - a maturità vistosamente ramificate e di colore scuro - conferiscono un aspetto terrificante.

Anche negli ambienti tropicali ci sono piante armate di spine: spiccano quelle di certe palme come Aiphanes caryotaefolia, il cui stipite è densamente ricoperto di lunghi aculei.


Spine rameali.
In tutte le parti del mondo, dunque, le piante producono spine o aculei in una vasta gamma di forme che rispecchia precise esigenze di adattamento all'ambiente o più generiche funzioni di difesa, tutte affidate a una fondamentale caratteristica deterrente: pungono.

Riferimenti bibliografici:
  • Bell A.D., 1991 - Plant form. An illustrated guide to flowering plant morphology. Oxford University Press, Oxford. 341 pp.
  • Cappelletti C., 1973 - Trattato di Botanica. Terza edizione. Utet


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