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Armi di difesa
(Gianni Bedini)
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Non c' è rosa senza spine, dice un famoso proverbio
per mettere sull'avviso chi pensi di appropriarsi di un bel
fiore senza dover superare ostacoli di sorta.
Molte piante, come appunto la rosa,
hanno adottato le spine per proteggersi dagli erbivori (e da
certi botanici e botanofili!), che vorrebbero estirparle
senza pietà.
In termini generali, le spine sono strutture rigide,
lignificate, con una punta acuminata. Su queste caratteristiche
comuni, le piante hanno evoluto una grande varietà di
forme, giocando sulla possibilità di usare tessuti e organi
diversi per la produzione di spine.
Quelle delle rose (Rosasp.pl.)
sono prodotte dal tessuto
sottoepidermico, senza connessioni con i tessuti più
profondi:
per questo, si staccano con facilità afferrandole
vicino alla base e piegandole di lato . Strutture di
questo tipo, denominate più precisamente aculei,
possono trovarsi su fusti e su foglie. Oltre che a funzioni
difensive, gli aculei possono essere legati alla funzione
di ancoraggio: è il caso del rovo
(Rubus fruticosus,Rosaceae) e dello stracciabrache
(Smilax aspera,Liliaceae), che grazie agli aculei
agganciano i loro esili fusti a piante più robuste.
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Aculei su fusti.
Aculei su foglie.
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Molte piante grasse, come ad esempio i cactus, hanno
trasformato intere foglie - o loro parti - in spine: questa soluzione
garantisce buona robustezza alle spine, che sono collegate ai
tessuti profondi e non si possono staccare così facilmente
come quelle delle rose; allo stesso tempo, la trasformazione della
foglia in spina determina la forte riduzione della superficie
traspirante, attraverso la quale la pianta perde acqua sotto forma
di vapore acqueo: poiché
queste piante vivono in ambienti molto aridi, la ridotta superficie di
traspirazione è vantaggiosa per
la pianta, che riesce a limitare
la perdita di acqua.
La combinazione della funzione di difesa con la limitazione della
perdita di acqua è una strategia efficace negli ambienti caldi e
aridi, al punto che la trasformazione delle foglie o loro parti in spine
è una caratteristica comune
a gruppi sistematici diversi, come Cactaceae dei
deserti americani e Euphorbiaceae e
Asclepiadaceae di quelli africani.
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Spine di piante succulente.
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Tra le piante di zone a clima temperato, si osservano esempi di
trasformazione di rami in spine. Il comune pero (Pyrus communis,
Rosaceae) ha spine all'apice dei rami, come l'albero degli
aeroplanini (Colletia cruciata,Rhamnaceae); il ginestrone
Ulex europaeus,Leguminosae) riserva l'intero sistema di
ramificazione alla creazione di spine. Spine rameali lunghe oltre
20 cm si possono osservare sulla Gleditsia sinensis, grande
albero asiatico cui le spine - a maturità vistosamente
ramificate e di colore scuro - conferiscono un aspetto terrificante.
Anche negli ambienti tropicali ci sono piante armate di spine:
spiccano quelle di certe palme come
Aiphanes caryotaefolia,
il cui stipite è densamente ricoperto di lunghi aculei.
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Spine rameali.
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In tutte le parti del mondo, dunque, le piante producono spine o aculei
in una vasta gamma di forme che rispecchia precise esigenze di adattamento
all'ambiente o più generiche funzioni di difesa, tutte affidate a
una fondamentale caratteristica deterrente: pungono.
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Riferimenti bibliografici:
- Bell A.D., 1991 - Plant form. An illustrated guide to
flowering plant morphology. Oxford University Press, Oxford.
341 pp.
- Cappelletti C., 1973 - Trattato di Botanica. Terza edizione. Utet
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