Luglio/Agosto 2001
Un deserto fiorito
(Veronica Volpe)
"... ricordo che mi addormentai stanco di osservare le migliaia e migliaia di stelle che illuminano la notte del deserto, e all'alba del 31 marzo il mio amico mi scosse per svegliarmi. I sacchi a pelo erano fradici. Gli chiesi se avesse piovuto e Freddy rispose di sì, che aveva piovuto come quasi ogni 31 marzo nell'Atacama. Quando mi tirai su, vidi che il deserto era rosso, coperto da minuscoli fiori color sangue. - Eccole. Sono le rose del deserto, le rose di Atacama. Le piante sono sempre lì, sotto la terra salata. Le hanno viste gli antichi indios atacama, e poi gli inca, i conquistatori spagnoli, i soldati della guerra del Pacifico, gli operai del salnitro. Sono sempre lì e fioriscono una volta all'anno. A mezzogiorno il sole le avrà già calcinate..."
(Luis Sepulveda - Le Rose di Atacama)
Il deserto di Atacama, situato nel nord del Cile, è il più arido del mondo. Vi sono luoghi in questa terra dove non sono mai state registrate piogge e dove l'erosione è provocata principalmente dal vento. Ma la vita continua a resistere. Grazie ai "camanchacas", la nebbie provenienti della costa, molte piante sopravvivono, ma solo in forma di semi e bulbi, poiché la mancanza di acqua provoca un ritardo nelle funzioni di crescita e riproduzione.

Questi semi riposano anche per molti anni tra le rocce e sotto la sabbia. Quando l'anticiclone del Pacifico, che provoca il deserto, si sposta a nord grazie alla corrente "El Nino", accade il miracolo: piove. In poche ore il deserto si trasforma in un immenso giardino fiorito, ricoperto da un tappeto di piccoli fiori colorati. Questo fenomeno non avviene in modo estensivo ogni anno: l'ultima volta è avvenuto nel settembre del 2000, e prima accadde nel 1997, ma il più suggestivo fu nel 1991. Prima di allora si ricordano fioriture straordinarie solo nel 1967, 1972 e 1987.


Lirio del deserto


Cartucho
I fiori cominciano ad apparire in settembre e continuano a fiorire fino alla fine di dicembre, completando il loro ciclo di vita: germinano, fioriscono, si disseminano e muoiono in poche settimane, ma il ciclo riprende in marzo, quando gli insetti cominciano ad uscire e il processo biologico può terminare. Spesso fioriscono in sequenza, così che un paesaggio che fino a poco prima era grigio e privo di vita, si presenta prima rosso, dopo poche settimane giallo e infine blu.

Sono state riconosciute oltre 200 specie di piante, di cui le più rare e interessanti sono quelle dei generi:

  • Alstroemeria (Alstroemeriaceae) - lirio del deserto
  • Rhodophiala (Amaryllidaceae) - ananucas
  • Nolana (Convolvulaceae) - pansies
  • Leucocoryne (Liliaceae) - cebollin
  • Calandrinia (Portulacaceae) - pata de guanaco
  • Argylia (Bignoniaceae) - cartuchos

All'estremità meridionale del deserto, inoltre, vivono molte specie endemiche quali:

  • Leontochir ovallei (Amaryllidaceae) - garra de leon
  • Oenothera coquimbensis (Onagraceae) - Don Diego de la noche
  • Caesalpinia angulicaulis (Leguminosae) - San Alatolo
  • Centaurea chilensis (Compositae) - flor del minero
  • Schizanthus litoralis (Solanaceae) - flor de pajarito
  • Skytanthus acutus (Apocynaceae) - cuernos de cabra
  • Copiapoa atacamensis (Cactaceae)

Pata de guanaco


Cebollin purpura


Flor de pajarito
E' importante sottolineare come questo fenomeno del "Deserto Florido" sia un tesoro naturale, un ecosistema fragile e magnifico che perdura da milioni di anni. Circa 65 milioni di anni fa, la catena montuosa delle Ande era bassa e la flora dell'America meridionale era uniforme, grazie al clima umido e tropicale. Cinque milioni di anni fa, il progressivo innalzamento delle Ande terminò, e il territorio corrispondente all'odierno Cile si ritrovò isolato ed esposto all'anticiclone dell'Oceano Pacifico, che ne modificò clima e vegetazione. Fu allora che molte specie scomparvero e altre - quelle che ancora oggi sopravvivono - si affermarono.

Per preservare questo patrimonio, nel settembre del 2000 è stata creata una commissione per il "Deserto Florido", il cui ruolo è quello di proteggere la piante e gli insetti di questo fragile ecosistema, attraverso l'informazione e la ricerca.


Ananuca

Riferimenti bibliografici:


© Myristica