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Un deserto fiorito
(Veronica Volpe)
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"... ricordo che mi addormentai stanco di osservare le migliaia e migliaia
di stelle che illuminano la notte del deserto, e all'alba del 31 marzo
il mio amico mi scosse per svegliarmi.
I sacchi a pelo erano fradici. Gli chiesi se avesse piovuto e Freddy rispose
di sì, che aveva piovuto come quasi ogni 31 marzo nell'Atacama. Quando mi tirai
su, vidi che il deserto era rosso, coperto da minuscoli fiori color sangue.
- Eccole. Sono le rose del deserto, le rose di Atacama. Le piante sono sempre
lì, sotto la terra salata. Le hanno viste gli antichi indios atacama, e poi
gli inca, i conquistatori spagnoli, i soldati della guerra del Pacifico, gli
operai del salnitro. Sono sempre lì e fioriscono una volta all'anno.
A mezzogiorno il sole le avrà già calcinate..."
(Luis Sepulveda - Le Rose di Atacama)
Il deserto di Atacama, situato nel nord del Cile, è il più arido del mondo.
Vi sono luoghi in questa terra dove non sono mai state registrate piogge e dove
l'erosione è provocata principalmente dal vento. Ma la vita continua a resistere.
Grazie ai "camanchacas", la nebbie provenienti della costa, molte piante sopravvivono,
ma solo in forma di semi e bulbi, poiché la mancanza di acqua provoca un
ritardo nelle funzioni di crescita e riproduzione.
Questi semi riposano anche per molti anni tra le rocce e sotto la sabbia.
Quando l'anticiclone del Pacifico, che provoca il deserto, si sposta a nord
grazie alla corrente "El Nino", accade il miracolo: piove.
In poche ore il deserto si trasforma in un immenso giardino fiorito, ricoperto
da un tappeto di piccoli fiori colorati. Questo fenomeno non avviene in modo
estensivo ogni anno: l'ultima volta è avvenuto nel settembre del 2000,
e prima accadde nel 1997, ma il più suggestivo fu nel 1991.
Prima di allora si ricordano fioriture straordinarie solo nel 1967, 1972 e 1987.
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Lirio del deserto
Cartucho
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I fiori cominciano ad apparire in settembre e continuano a fiorire fino alla
fine di dicembre, completando il loro ciclo di vita: germinano, fioriscono,
si disseminano e muoiono in poche settimane, ma il ciclo riprende in marzo,
quando gli insetti cominciano ad uscire e il processo biologico può terminare.
Spesso fioriscono in sequenza, così che un paesaggio che fino a
poco prima era grigio e privo di vita, si presenta
prima rosso, dopo poche settimane giallo e infine blu.
Sono state riconosciute oltre 200 specie di piante,
di cui le più rare e interessanti sono quelle dei generi:
- Alstroemeria (Alstroemeriaceae) - lirio del deserto
- Rhodophiala (Amaryllidaceae) - ananucas
- Nolana (Convolvulaceae) - pansies
- Leucocoryne (Liliaceae) - cebollin
- Calandrinia (Portulacaceae) - pata de guanaco
- Argylia (Bignoniaceae) - cartuchos
All'estremità meridionale del deserto, inoltre, vivono molte
specie endemiche quali:
- Leontochir ovallei (Amaryllidaceae) - garra de leon
- Oenothera coquimbensis (Onagraceae) - Don Diego de la noche
- Caesalpinia angulicaulis (Leguminosae) - San Alatolo
- Centaurea chilensis (Compositae) - flor del minero
- Schizanthus litoralis (Solanaceae) - flor de pajarito
- Skytanthus acutus (Apocynaceae) - cuernos de cabra
- Copiapoa atacamensis (Cactaceae)
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Pata de guanaco
Cebollin purpura
Flor de pajarito
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E' importante sottolineare come questo fenomeno del "Deserto Florido"
sia un tesoro naturale, un ecosistema fragile e magnifico che perdura
da milioni di anni. Circa 65 milioni di anni fa, la catena montuosa
delle Ande era bassa e la flora dell'America meridionale era uniforme,
grazie al clima umido e tropicale. Cinque milioni di anni fa, il
progressivo innalzamento delle Ande terminò, e il territorio corrispondente
all'odierno Cile si ritrovò isolato ed esposto all'anticiclone
dell'Oceano Pacifico, che ne modificò clima e vegetazione.
Fu allora che molte specie scomparvero e altre - quelle che ancora
oggi sopravvivono - si affermarono.
Per preservare questo patrimonio, nel settembre del 2000 è stata
creata una commissione per il "Deserto Florido", il cui ruolo è
quello di proteggere la piante e gli insetti di questo fragile ecosistema,
attraverso l'informazione e la ricerca.
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Ananuca
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Riferimenti bibliografici:
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