N. 21 - 24 novembre 2003
Il progetto "Trésor Rainforest" (2): un tesoro botanico svelato
L.J.W. van den Wollenberg
BGCI-Netherlands & Trésor Project

Avviare un progetto di conservazione con l'acquisto di un lotto di terreno per costituirvi una foresta pluviale sembra un impresa di facile attuazione. Gli aspetti legali sono chiari e i confini, almeno sulle carte, ovvi. Sul campo, i confini sono meno visibili. Per taluni, l'acquisto potrebbe sembrare la fine, dato che l'area è salvaguardata dalla proprietà privata. Ma in realtà è solo l'inizio. Cosa è contenuto nella riserva, quali specie vegetali vi si trovano, e quali potrebbero richiedere ulteriori interventi? A queste domande non è facile rispondere. Questo secondo contributo sul progetto "Trésor Rainforest" intende chiarire come si procede per identificare le piante e presenta alcune delle specie che si trovano nella riserva. Il primo articolo è stato pubblicato sul numero scorso di Myristica.

Quali piante crescono nella Riserva Naturale Trésor?

La flora della Guiana Francese è ancora scarsamente nota e si stima che comprenda circa 5.400 specie. Comunque, si continuano a scoprire specie nuove per il Paese o per la scienza e la lista è lungi dall'essere completa.

Le piante sono per lo più raccolte come campioni essiccati di erbario. Questa pratica è vitale poiché l'identificazione sul campo è possibile solo per le specie più tipiche. Solo attraverso l'attento esame del materiale d'erbario raccolto e lo studio della relativa letteratura è possibile distinguere una particolare specie da altre che le sono molto simili. In alcune famiglie botaniche le specie o addirittura i generi sono estremamente difficili da distinguere e lo studio tassonomico di certe famiglie e generi da parte di specialisti è tuttora in corso. In questo caso neppure un botanico professionista può identificare le specie a causa della mancanza di letteratura specialistica. Il materiale d'erbario deve dunque essere inviato a uno dei pochi - a volte all'unico - specialisti mondiali, per l'identificazione. Dopo ogni spedizione, l' Erbario di La Cayenne riceve sempre un intero set di campioni di erbario duplicati come strumento di documentazione della diversità botanica della Guiana Francese.


L'erbario di La Cayenne.

La conoscenza tassonomica è fondamentale per la conservazione. I tassonomi danno le informazioni di base riguardo alla ricchezza di specie e alla loro composizione in una determinata regione, cioè il profilo floristico. Questa informazione è la base per qualunque successiva valutazione riguardo allo stato di conservazione di ciascuna specie e anche per gli studi ecologici che devono fornire il necessario discernimento delle relazioni e dei processi che hanno luogo nella foresta pluviale.

Ai bordi delle strade e nelle radure

Arrivando lungo la strada da Roura, il villaggio vicino alla Riserva Naturale Trésor, si può facilmente incontrare l'aroide Dracontium polyphyllum, proprio vicino alla strada. La pianta consiste solo di una foglia che si sviluppa da un rizoma sotterraneo, e può raggiungere l'altezza di oltre 1.5 m. L'infiorescenza, non presente al momento dello scatto, è solo una quindicina di cm e si sviluppa dal rizoma. La Riserva ha una notevole diversità di aroidi. Non è chiara la ragione di ciò; forse è in relazione alla precipitazione annua estremamente alta, 4000-4500 mm, la più alta in tutto il Paese.


Dracontium polyphyllum.

Un'altra pianta difficile da mancare è Passiflora coccinea. Uno sguardo distratto al fiore genera confusione. Cosa è cosa? Solo l'attento studio del fiore rivela come esso è costruito: i cinque petali interni sono rossi, seguono i cinque sepali con segni bianchi all'interno e carenati, verde-giallastro all'esterno (più evidenti nei fiori chiusi) e infine, sotto il calice, le brattee rosse. Un anello biancastro di filamenti, la corona, circonda i cinque stami e lo stilo.


Passiflora coccinea.

In generale, le liane si possono trovare più facilmente al margine della foresta e delle radure, dove queste piante affamate di luce si possono sviluppare in gran numero e sono facili da vedere. Un esempio altamente spettacolare è Norantea guianensis, appartenente alle Marcgraviaceae, una famiglia di rampicanti ristretta all'America centrale e meridionale. Ciò che sembra essere il fiore è in effetti una coppa nettarifera esterna. I fiori sono di colore verde-rosa e minuti. Le coppe nettarifere servono ovviamente ad attirare gli impollinatori, probabilmente piccoli pipistrelli o colibrì.


Norantea guianensis.

Un altro bel rampicante è Combretum cacoucia, delle Combretaceae, una famiglia che annovera molte liane. Nella foresta, le liane si fanno strada lentamente verso la canopea. Una volta che raggiungono la luce solare diretta, la crescita aumenta rapidamente. I loro fusti filamentosi crescono da un albero all'altro, creando un labirinto di fusti induriti. Quando un grande albero muore e si abbatte al suolo, altri alberi più leggeri lo seguono trascinati delle molte liane che li uniscono. In questo modo un singolo albero che cade può causare la formazione di una radura, dove la luce del sole riesce a raggiungere il suolo e dove i semi di specie pioniere come la cecropia (Cecropia obtusa) giacciono in attesa di germinare: la luce del sole interrompe la loro dormienza.


Cecropia obtusa.
La incredibile storia della cecropia

Le cecropie producono una gran copia di semi leggeri, che si disperdono ovunque e germinano velocemente quando si forma una radura. La velocità di accrescimento di queste piante è altissima, diversi metri ogni anno, ma per questo richiedono il pieno sole. Costituiscono rapidamente una leggera ombra sul terreno e, di conseguenza, il suolo non si asciuga al sole. In queste condizioni favorevoli, le specie arboree della foresta primaria possono lentamente svilupparsi sotto uno schermo protettivo, ma negli anni successivi questi grandi alberi sormonteranno le cecropie, causandone infine la morte per mancanza di luce.

La storia delle cecropie non finisce qui. Il loro fusto è cavo e suddiviso in camere, più o meno come un bambù. Le camere, collegate con l'esterno per mezzo di un forellino abbastanza grande da far entrare piccoli insetti, sono spesso occupate da piccole formiche Azteca, che vi portano detriti sui quali coltivano funghi, che sono una loro fonte di cibo. Queste formiche sono molto aggressive e il loro morso è doloroso, un motivo che ha scoraggiato spesso la raccolta delle cecropie; tagliarle non è una buona idea! Di conseguenza, specie di questo genere si vedono raramente negli Orti Botanici.


Formiche Azteca.

Il legame tra questi alberi e le formiche è un tipico esempio di mutualismo, una forma di cooperazione da cui entrambi i tipi di organismi traggono beneficio. Le formiche hanno a disposizione un ambiente asciutto e protetto in cui coltivare il proprio cibo, mentre proteggono l'albero da animali voraci. Si potrebbe argomentare che l'albero non ha scelta e che le formiche, molto semplicemente, lo invadono. Ma non è proprio così. L'albero possiede un ulteriore adattamento per attirare le formiche. Alla base dei piccioli fogliari si trova una ghiandola che essuda una sostanza della quale si cibano le formiche. Questa struttura indica l'evoluzione di una simbiosi.

Sul suolo

Oltre le radure, sotto la canopea chiusa, sul suolo della foresta si trovano erbe adattate alla scarsa luminosità e alta umidità. Ne è un esempio Nautilocalyx pictus, un membro delle Gesneriaceae, famiglia meglio nota per le piante da appartamento dei generi Saintpaulia e Gloxinia.


Nautilocalyx pictus.

Un'altra famiglia ben nota è quella delle Marantaceae, qui rappresentata da Calathea microcephala. Tutte queste piante erano desiserabili piante da appartamento nel passato, quando le case avevano condizioni di scarsa luminosità simili a quelle del suolo della foresta e erano riscaldate da stufe a carbone o a legna, che mantenevano una umidità relativa molto alta. I riscaldamenti centralizzati, con la conseguente diminuzione di umidità relativa, hanno causato la scomparsa dai nostri davanzali di molte di queste piante amanti dell'umidità atmosferica.


Calathea microcephala.

La bellezza sta nell'occhio di chi guarda. Questo detto è appropriato in particolare per le genziane della foresta pluviale. Qua e la si possono osservare piccoli fiori bianchi, ma solo un occhio allenato può scorgerli. Nascoste dietro un tronco caduto crescono tre piante di Voyria coerulea, una genzianacea saprofita. Trae nutrimento dalle foglie in decomposizione nella lettiera e non ha bisogno di foglie verdi per trasformare la luce del sole in energia chimica.


Voyria coerulea.

Un'altra specie è Voyria corymbosa. Prive di foglie, queste specie possono essere facilmente scambiate per piante parassiti, dato che anch'esse sono prive di foglie.


Voyria corymbosa.

Helosis cayennensis è una pianta davvero peculiare. Èdifficile immaginare che questo organismo sia effettivamente una pianta a fiori anzichè un fungo, ma essa è un membro delle Balanophoraceae, una famiglia di piante parassite o saprofite. Helosis cayennensis è stata avvolta nel mistero. Per anni poco era noto di essa. Comunque, durante la spedizione del 1996, i botanici furono raggiunti per qualche giorno da entomologi, che catturavano insetti di notte. Una notte i botanici videro un esemplare di Helosis cayennensis fiorito, coperto di formiche.


Due infiorescenze di Helosis cayennensis.

Pertanto, ora si ritiene che questa pianta sia impollinata dalle formiche. Questi aspetti spesso rimangono oscuri, dato che i botanici non sono soliti raccogliere piante di notte. La scarsa visibilità e il pericolo di serpenti - in Sudamerica molti serpenti velenosi vanno a caccia di notte - rendono questa pratica infruttuosa e sconsigliabile rispetto alle raccolte diurne.


Helosis cayennensis appena sbocciata.

Un aroide che vive sul suolo della foresta è Anaphyllopsis americana, la specie rappresentata nel logo della fondazione tresor. Questo aroide ha un cormo 40-50 cm sotto la superficie. La spata dell'infiorescenza è caratteristicamente arrotolata.


Scelta per il logo.
Sotto la canopea: il sottobosco Il suolo della foresta spesso rivela quali alberi sono presenti. Fiori e frutti appena caduti ne rivelano l'esistenza, ma rimane difficile scorgere alberi in fiore nella canopea. Guardando in alto verso la canopea si possono scorgere alberi più piccoli e arbusti. Questo è il sottobosco. Qui è più facile scorgere quale albero o arbusto è in fiore. quando è fiorito, la Palicourea attira l'attenzione. Appartiene alle Rubiaceae, famiglia diffusissima in Sudamerica dove è rappresentata principalmente da alberi e arbusti. In Europa questa famiglia è rappresentata per lo più da erbe.


Palicourea arbustiva.

Sul suolo, frutti aperti rivelano la presenza di Clusia grandiflora. I semi ellissoidi sono caduti fuori dal tessuto soffice al centro del frutto. Quando sono secchi i frutti si chiudono. Piante di questa specie sono ora vendute come piante da interno e lontanamente ricordano i Ficus, dai quali si distinguono per le foglie opposte e non alterne.


Clusia grandiflora.

In alcune parti della foresta si trovano boschetti di Euterpe oleracea, da cui si ricavano i ben noti cuori di palma. Questa palma, con le sue foglioline pendenti, è molto distinta.


Un boschetto di Euterpe oleracea.

Un'altra palma di facile identificazione è Mauritia flexuosa. Di aspetto robusto, è indicatrice della presenza di acqua. Nell'ex Guiana Britannica, ora Guiana, nelle savane aperte, queste piante tipicamente stanno ai bordi dei corsi d'acqua. Nella foresta, preferiscono le aree paludose aperte. I frutti squamosi e rosso-bruni sono dispersi dall'acqua.


I frutti di Mauritia flexuosa.
Lungo i fiumi

Lungo i fiumi, gli alberi più bassi e gli arbusti ricevono più luce e la disponibilità di acqua è abbondante e continua. Pachira acquatica è stata inserita nel primo articolo. Talora è indicata col sinonimo Bombax aquaticum.
Anche Topobea parasytica ha fiori molto attraenti. Contrariamente a quanto si potrebbe dedurre dal nome, non si tratta di un parassita ma di un semi-parassita. Le sue foglie verdi trasformano l'energia del sole e si limita a sottrarre sali minerali alle pianti ospiti.


Topobea parasitica.

In questi ambienti è facile scorgere alberi di Eperua rubiginosa, una specie localmente abbondante nelle foreste fluviali. I grandi frutti bruni sono appesi a peduncoli lunghi diversi metri, così come i fiori prima di diventare frutti, ben al di sotto di rami e foglie. Si può solo supporre che i lunghi peduncoli siano in rapporto all'impollinazione dei fiori o alla dispersione dei semi idrocora. Ma potrebbe trattarsi anche di un adattamento per diminuire la predazione da parte degli erbivori. Se in tassonomia molto ancora si deve scoprire della foresta pluviale, la biologia dell'impollinazione è a uno stadio ancora meno sviluppato, poiché è una scienza che richiede lunghe osservazioni per registrare le visite di animali e per identificare quali sono gli impollinatori. L'osservazione di impollinatori notturni è ancor più complessa. E' facile capire perché la conoscenza degli impollinatori della foresta pluviale è così limitata. Considerazioni analoghe valgono - sebbene in misura minore - anche per la biologia della dispersione.


Eperua rubiginosa.
Nell'acqua

Le piante acquatiche per la stessa natura del loro ambiente sono meno note di quelle terrestri, eccetto quelle che si possono raccogliere dalla riva o da una barca. Un ulteriore complicazione è data dal fatto che le piante aquatiche raramente producono buoni campioni d'erbario, dato che la loro componente fibrosa è ovviamente minore rispetto a piante terrestri. Ciò richiede che la conservazione di questi campioni sia attuata in alcol, che è più difficile da trasportare e da proteggere da danni dei campioni di erbario. Cabomba aquatica è molto nota in virtù del suo largo impiego come pianta da acquari, dove raramente giunge a fiorire a causa della bassa intensità luminosa. Nel suo ambiente naturale il livello di luminosità è molto più alto e la pianta fiorisce liberamente.


Cabomba aquatica.

Un'altro genere abbastanza ben noto è Utricularia, le cui specie sono tutte piante carnivore aquatiche o di torbiera. Le piante aquatiche catturano le loro prede, piccoli animali aquatici, in otricelli che si possono vedere bene guardando la pianta controluce. Sorprendentemente, anche le specie terrestri hanno mantenuto gli otricelli, benché queste strutture non siano funzionali nel suolo. Sembra perciò ovvio che il genere Utricularia sia sia evoluto nell'acqua e che le specie terrestri siano comparse successivamente nella scala evolutiva, mantenendo le trappole a otricello.


Otricelli di Utricularia.
Cosa sappiamo, cosa aspettarci

Le tre grandi spedizioni botaniche organizzate e coordinate dall'Erbario Nazionale Olandese - sezione di Utrecht - e l'inventario fatto dal Laboratorio di Botanica del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi hanno finora prodotto una lista di 934 specie vegetali. Questa lista certamente non è completa. Stime precedenti suggeriscono che 1.500 specie sia la consistenza più probabile del contingente di angiosperme all'interno della riserva. Questo dato è sorretto anche dall'aumento di nuove piante elencate che ha seguito ogni spedizione, con l'iserimento di specie che possono essere nuove per la Guiana Francese o in generale per la scienza. Specie nuove per la scienza sono effettivamente state trovate. Almeno una palma nuova - forse due, ancora da descrivere - è stata trovata nella riserva e una nuova bromeliacea, descritta nel 1996, è stata trovata fuori dalla riserva nelle Montagnes de Kaw e non ancora reperita nella riserva. Per la riserva ciò significa che ulteriori studi sono necessari per imparare di più sulle piante che vi crescono, sulla loro abbondanza e sulla dinamica della foresta. E che l'informazione ancora una volta è la base per migliorare gli sforzi di conservazione che erano e sono al centro del progetto Tresor.

Non si protegge ciò che non si conosce.


Riferimenti

  • Boggan, J., V. Funk, C. Kelloff (Smithsonian Institute) and M. Hoff, G. Cremers, C. Feuillet (ORSTOM), 1997. Checklist of the plants of the Guianas. Dept. of Botany, Smithsonian Institute, Washington DC. 2nd edition.
  • Herbier de Guyane - www.cayenne.ird.fr/aublet2/
  • Roosmalen, M.G.M. van, 1985. Fruits of the guianan flora. Institute for Systematic Botany, Utrecht University. ISBN 90-9000987-6.
  • Smithsonian Institute - Tropicos Image Index - mobot.mobot.org/W3T/Search/image/imagefr.html
  • Utrecht University - The Trésor Rainforest Project in French Guyana, www.bio.uu.nl/tresor/, last update unknown, accessed 29 october 2003.
  • Utrecht University - Virtual Tree Guide of the Guianas - www.bio.uu.nl/~herba/VTGG/Main.htm. The Virtual Tree Guide of the Guianas may assist researchers in finding a quick match of those species that were considered to be able to reach sizes over 10 cm DBH
  • Wollenberg, L.J.W. van den, 2003. The Trésor Rainforest Project: a botanic garden involved in habitat conservation. Myristica 20, last update 25 August 2003.



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