N. 21 - 24 novembre 2003
Storie di piante e di persone in Africa meridionale
Janice S. Golding
Environmental Change Institute
1A Mansfield Road
Oxford OX1 3TB, UK
Traduzione dall'originale inglese di Gianni Bedini
Introduzione

Mentre in Europa le piante rare e minacciate ricevono molta attenzione da parte della società civile e di specifiche organizzazioni, ciò non avviene in molti Paesi africani, dove invece la realizzazione di inventari e checklist di specie vegetali è ancora in una fase preliminare. Non esistono inventari a livello nazionale per il Malawi, l'Angola e il Mozambico. Zambia e Zimbabwe stanno completando la pubblicazione di tali inventari, con l'auspicio del Southern African Botanical Diversity Network (SABONET), un programma che coordina 10 Paesi, che ha come obiettivi le Liste Rosse e la creazione di competenze tassonomiche.

Quali informazioni dunque sono disponibili circa le piante rare e minacciate? E che interesse ha per esse l'opinione pubblica? Circa un decimo della flora dell'Africa meridionale è inserito nelle Liste Rosse. Si tratta di una cifra considerevole, dato che la sola flora del Sudafrica consiste di quasi 24.000 taxa, in maggior parte concentrati nei fynbos di Città del Capo o nelle immediate vicinanze.


Sulla Table Mountain.
Il lavoro sulle Liste Rosse

Le Liste Rosse sono strumenti ben noti per determinare lo stato di conservazione delle specie. Sapere fino a che punto una specie è minacciata di estinzione può essere di grande aiuto per prevenirne o ritardarne l'estinzione. Il lavoro sulle Liste Rosse intrapreso dal programma SABONET ha svelato la scarsità di dati tassonomici e ecologici disponibili, specialmente per i Paesi che non hanno checklist o documentazione di rilievi di campagna. Questo articolo fornisce interessanti osservazioni e aneddoti su piante rare e persone dell'Africa meridionale.


Mappa dell'Africa meridionale.
Piante commestibili minacciate

Soprattutto in Zambia, Angola, Malawi, Tanzania e probabilmente in zone ancora più interne sono raccolti, in gran quantità, i tuberi commestibili di orchidee terrestri, principalmente dei generi Habenaria e Eulophia (tuberi relativamente grandi). Questi generi si trovano comunemente in aree erbose e umide lungo i canali di drenaggio, chiamate dambos. I dambos ben sviluppati ospitano una flora erbacea molto ricca e diversificata, con molte specie annuali rare e minacciate; inoltre, spesso sono aree ornitologiche di interesse primario. Dopo la raccolta, i tuberi vengono puliti e bolliti. La sostanza amilacea, che diventa spessa e viscosa col raffreddamento, è così pronta per essere mangiata con la carne o con uno stufato vegetale (chiamato relish), oppure venduta al mercato - specialmente nelle aree urbane - col nome di African Polony o chikanda.

Sono circa 58 le specie di orchidee inserite nella Lista Rossa dello Zambia, 21 delle quali endemiche. Per identificare le specie raccolte, i ricercatori comprano i tuberi al mercato, li coltivano e li propagano. Quando sono in fiore, le orchidee possono essere identificate. Per questo scopo è di grande aiuto conoscere le aree di raccolta; è quindi necessario fare domande e indagini nei luoghi di mercato e nei loro dintorni, così come nei potenziali luoghi di raccolta delle comunità rurali. Attualmente, commercio e raccolta di chikanda non sono monitorati, e manca un regolamento formativo di questa attività.

Piante medicinali in pericolo

Sono letteralmente centinaia le piante raccolte su larga scala per l'impiego in pratiche rituali e di medicina tradizionale. Mentre la medicina occidentale sta rapidamente guadagnando popolarità, l'uso di medicine tradizionali è ancora ampiamente diffuso in molte aree dell'Africa meridionale. Una specie indigena di larga diffusione è Siphonochilus aethiopicus (Zingiberaceae), noto anche come zenzero selvatico o zenzero di White. In effetti i rizomi di questa pianta hanno un aroma di zenzero molto distinto e pungente. È comunemente usato per curare malattie del torace e come decongestionante.


Fiore di zenzero selvatico.

Le piante sono facili da distinguere in natura: i loro attraenti fiori color malva, portati a livello del suolo, sono molto visibili. Sebbene questa pianta sia molto comune nel sottobosco delle foreste umide (un habitat insolito in questi Paesi), la sua raccolta procede a un tasso insostenibile. Si dice che i siti dove la pianta abbonda siano mantenuti segreti per paura di un suo prelievo eccessivo. Spontanea in Swaziland, Sudafrica e Mozambico, questa pianta è inserita nella Lista Rossa. È estinta in molte aree dove era una volta abbondante. La buona notizia è che lo zenzero selvatico è facile da coltivare in suoli bruni, ricchi e ben drenati, in condizioni di umidità. Le piante possono essere propagate da seme, ma la divisione dei rizomi in inverno, quando le piante sono a riposo, è un'alternativa più facile.

Produzione di carbone

Molte persone che vivono sotto la soglia di povertà dipendono dal legname come fonte di energia. Le comunità rurali usano legna da ardere e carbone, ottenuti principalmente da alberi maturi appartenenti alle Leguminosae. Sono usati anche alberi di altre famiglie, come Combretaceae e Anacardiaceae.


Alberi di leguminose.

La produzione di carbone implica l'abbattimento di grandi alberi (> 10m) e la loro combustione controllata in una carbonaia sotterranea. Gli alberi abbattuti vengono incendiati e quindi coperti con un grande cumulo di sabbia (funge da fornace), dove bruciano per alcune ore. Dall'alto, nelle aree rurali, è facile vedere questi cumuli fumanti, in special modo vicino alle strade, che fanno parte della filiera produttiva (costituiscono la infrastruttura per il trasporto delle forniture). Spesso lungo le strade sono in vendita grandi sacchi di carbone.


Sacchi di carbone.

La rimozione, ogni anno, di grandi quantità di legname e la mancanza di fonti alternative di energia sono motivo di preoccupazione. Indubbiamente, l'effetto della produzione di carbone è distruttivo: innanzitutto, implica l'abbattimento non selettivo di grandi alberi e può causare la diffusione di incendi; secondariamente, quando le carbonaie coprono un'area estesa esse danneggiano la banca semi del suolo, e quindi rallentano la rigenerazione. I semi con vitalità a breve periodo, o quelli sensibili alle variazioni di profondità o temperatura hanno maggiori probabilità di subire gravi conseguenze.

Prospettive finali

Ci sono molte parti dell'Africa meridionale inesplorate dal punto di vista scientifico e in condizioni ecologiche eccezionali. Si tratta di paesaggi uniformi su estesi tratti, noti solo a pochi, inaccessibili dalle strade. Si trovano nelle parti più remote e interne della regione. Sono luoghi speciali, che serbano silenziosi segreti delle meraviglie della natura. Potete immaginare di camminare per giorni e giorni senza incontrare una persona? Ci sono molti posti così in Africa meridionale. Mentre guerre civili e instabilità politica hanno lasciato e continuano a lasciare il loro segno sulla biodiversità di questa regione, ci sono molte opportunità di cambiare il destino delle piante rare e minacciate dell'Africa meridionale.

Ci sono eccitanti opportunità ex situ, come la coltivazione e la propagazione negli orti botanici e nelle banche dei semi. Ci sono anche, in buon numero, parchi transfrontalieri, che attraversano i confini di due o più Paesi. In effetti, in tutto il mondo è proprio l'Africa meridionale la regione col maggior numero di parchi di questo tipo (esistenti e progettati), che hanno potenziato il sistema di aree protette deputato a conservare molti habitat associati a piante rare e minacciate. I ricercatori di istituzioni botaniche di tutto il mondo sono impegnati a contenere i tassi di estinzione previsti per l'Africa meridionale, con la produzione di strumenti informativi per educare il pubblico in genere, la fornitura di concrete informazioni alle autorità decisionali (es. Liste rosse) e la consulenza sulle priorità della conservazione, tanto per citare solo alcune delle attività chiave di queste organizzazioni.

Infine, non si può ignorare il lavoro dei legislatori nell'ambito della Convenzione sulla Diversità Biologica. La forte spinta verso l'uso sostenibile in Africa meridionale riconosce che conservazione e persone vanno mano nella mano - la sopravvivenza di molti dipende dalla terra e da come le sue risorse sono gestite. A luta continua!


Riferimenti

  • Golding, J.S. (2002) Southern African Plant Red Data Lists. Southern African Botanical Diversity Network Report Series No. 14. National Botanical Institute, Pretoria. 217 pp.
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