N.20 - 25 agosto 2003
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Il progetto "Tresor rainforest": un orto botanico per la
conservazione di un habitat
(Bert van den Wollenberg; traduzione dall'originale inglese: Gianni Bedini) |
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La sfida
La foresta pluviale, come è noto, è soggetta a gravi rischi. Uso non sostenibile del legname, sfruttamento minerario, agricoltura "taglia-e-brucia", frammentazione, incendi: tutti eventi correlati, che contribuiscono al rapido declino della foresta pluviale. Si stima che ogni minuto siano distrutti 30 ettari di questo habitat, ovvero una superficie pari a un campo di calcio ogni secondo. Gli orti botanici, in genere, sono ben organizzati per raccontare ai loro visitatori storie di piante e degli habitat naturali dove esse vivono. Talvolta, le storie riguardano proprio il declino delle foreste pluviali, allo scopo di aumentare la consapevolezza e, di conseguenza, suscitare preoccupazione nell'opinione pubblica. E' meno ovvio, invece, che un orto botanico intenda sfruttare pienamente l'interesse destato da mostre e altre iniziative di carattere divulgativo per dare vita a un vero e proprio progetto di conservazione. Il progetto "Tresor rainforest" è un esempio precisamente di questa situazione. |
Sfruttamento minerario della foresta pluviale |
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Un passo decisivo: il lancio di un progetto di conservazione in
situ
Nel 1994 fu costituito l'ufficio regionale olandese del BGCI (Botanic Gardens Conservation International), con sede presso l'Orto botanico dell'Università di Utrecht. Obiettivo dell'iniziativa era il lancio di uno o più progetti di conservazione, condotti nell'ambito del BGCI, anche se l'Orto Botanico di Utrecht non disponeva di appositi fondi. Per superare questa carenza finanziaria, fu organizzato un
incontro all'orto botanico, al quale presero parte alcuni potenziali
finanziatori. Furono proprio costoro i più interessati a un
progetto che prevedeva l'effettivo acquisto di un'area a foresta
pluviale nella Guyana francese, allo scopo di stabilirvi una riserva
naturale. Circa 40 km a sud-est di La Caienna, era in vendita un
lotto di 2464 ettari di foresta pluviale. Da una collina di questa
zona, il progetto prese il nome "Tresor rainforest". Esteso su
un'area approssimativa di 6x4 km, il luogo si trova a sud della
strada tra La Caienna e Kaw, che scavalca la dorsale collinare
chiamata "Montagnes de Kaw" |
Posizione ed estensione della Riserva
Pachira aquatica lungo l'Orapu
Savana su argille |
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La decisione cruciale: la valutazione della autosufficienza finanziaria
E' stato possibile valutare l'autosufficienza finanziaria del progetto quando gli sponsor hanno cominciato ad esservi coinvolti ed a trarne beneficio per la loro pubblicità aziendale. Nel giro di 6 mesi, fu offerto circa il 50% della somma necessaria per l'acquisto dei 2464 ettari di terreno; troppo poco per l'acquisto, troppo per non procedere con il progetto. Poiché una simile iniziativa non rientra tra le attività istituzionali dell'Università di Utrecht, si costituì la Fondazione Tresor, allo scopo di assumere piena responsabilità legale e finanziaria per il progetto. L'Università di Utrecht vi prese parte con tre membri, ed altri tre furono nominati dagli sponsor. Alla guida del comitato esecutivo fu scelto un personaggio di altissimo profilo: Ed Nijpels, all'epoca presidente del WWF-Olanda ed ex ministro delle politiche ambientali. Nel gennaio 1995 la foresta fu acquistata, in parte accendendo un mutuo, e il progetto "Tresor Rainforest" vide la luce. |
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Passi successivi
Nel 1996 fu organizzata una spedizione fotografica, d'intesa con l'agenzia franco-olandese di fotografia naturalistica Foto Natura/BIOS. Dodici fotografi (9 olandesi, 2 francesi e 1 africano dello Zimbabwe), tra cui professionisti specializzati in foto di paesaggi, di animali, di piante e di ambienti sommersi, furono inviati nella Guyana francese per due settimane, allo scopo di documentarne la biodiversità. La campagna era stata ideata per produrre materiale iconografico essenziale per la promozione del progetto in Olanda e in Guyana francese. Contemporaneamente fu intrapreso il primo inventario botanico della foresta di Tresor, a cura di botanici olandesi e francesi già coinvolti nel progetto "Flora delle Guyane", in corso di svolgimento. Questa spedizione, di carattere scientifico, produsse la prima valutazione della diversità di specie vegetali nella foresta. |
I due fotografi subacquei
Ambiente subacqueo |
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Lo stato, legalmente riconosciuto, di "Riserva naturale volontaria" fu concesso dalle autorità della Guyana francese nel 1997, a seguito della presentazione di una documentatissima richiesta, nella quale si precisava l'alto valore di questa parte di foresta. Questo strumento legislativo permise di interrompere la caccia che, fino a quel momento, continuava ad essere praticata sul territorio, anche dopo l'acquisto del terreno. In Guyana francese si caccia sia per scopo ricreativo, sia per procurarsi il cibo, col risultato che la vita selvatica - sottoposta a forte pressione - è gravemente impoverita, specialmente nel nord del paese. |
Il pannello all'entrata |
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Il 1998 ha segnato l'avvio di una campagna volta a sollecitare il sostegno dell'opinione pubblica. Il principale sponsor di quel periodo, Biohorma, era stato invitato a finanziare il film IMAX "Amazon", una pellicola sulla foresta pluviale amazzonica che ha catturato l'interesse del pubblico grazie ad immagini spettacolari. In occasione della presentazione, la Fondazione Tresor inaugurò una campagna pubblicitaria, rilanciata da molti giornali e riviste. Il duplice scopo della campagna era l'acquisizione di fondi da privati cittadini e la creazione di specifico supporto da parte dell'opinione pubblica. Per raggiungere questi obiettivi, si è concepita l'offerta di piccoli lotti di foresta in adozione. L'idea della campagna di adozione si deve a un altro sponsor, una compagnia elettrica, che la presentò durante l'inaugurazione ufficiale di una propria nuova unità di produzione. In quella occasione, la compagnia offrì 10 m2 della riserva a ciascuna istituzione presente alla cerimonia, a cominciare dalla Corona Olandese. Questo primo passo avvenne nel 1994, ancor prima dell'avvio ufficiale del progetto. |
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Nel 1999 fu legalmente costituita una associazione locale, per assicurare la gestione routinaria della riserva, che era stata fino a quel momento fatta dall'Olanda con gravi difficoltà. Per tre anni, i fondi necessari alla gestione furono donati dalla Lotteria nazionale olandese. Grazie a ciò, è stato possibile sviluppare un sentiero botanico in prossimità dell'entrata della riserva, facilmente accessibile e con i requisiti di sicurezza necessari per i visitatori, ufficialmente aperto nel 2000 dal sindaco della vicina cittadina di Roura. Il sentiero serve a stimolare l'interesse per la foresta pluviale. Ben evidenziato e per lo più pianeggiante, si percorre a piedi in 1-1,5 ore. Lungo il percorso, ci sono etichette col nome scientifico e coi nomi locali dei principali alberi e arbusti che si incontrano. Gli alunni delle scuole elementari hanno preso a visitare la Riserva e avviato una discussione sulla foresta pluviale a scuola. Sempre nel 2000, due collaboratori dell'Erbario del Museo di Storia Naturale di Parigi (Poncy e Martin, 2000) hanno prodotto un inventario botanico degli alberi e delle piante che si trovano lungo il percorso, ed è cominciata la costruzione di un edificio in legno all'ingresso, completato nel 2001 insieme a una recinzione. Grazie alla sua realizzazione, è possibile ampliare la presentazione sulla foresta pluviale inserendovi tutto ciò che non è di immediata osservazione durante la visita. Poster, vetrine ecc. sono di ausilio nel dimostrare la bellezza della foresta pluviale. Se necessario, l'edificio può ospitare alcune persone per la notte. Nel 2002 e 2003 sono state organizzate visite alla riserva per i finanziatori privati. I finanziatori entusiasti sono i migliori ambasciatori della riserva. Per questi partecipanti si tratta di una vacanza del tutto speciale, nella quale ricavano informazioni di prima mano e sono affidati a guide molto esperte. Quest'anno hanno avuto luogo due spedizioni scientifiche: la prima ha fissato un transetto permanente per documentare i cambiamenti nella diversità a livello specifico e la sua distribuzione nel tempo (Ter Steege et al., 2003); l'altra aveva lo scopo di raccogliere dati geologici e floristici sulle savane argillose all'interno della riserva (Ek et al, 2003). |
Didattica nella foresta
Il nuovo edificio all'entrata
Il centro informativo |
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Allora, quali sono i risultati a questo punto?
Lezioni apprese: in quale direzione muoversi? Questa storia dimostra quanto impegno e quanta inventiva sono serviti per far sì che tutte le componenti del progetto funzionassero a dovere. E' un esempio di come si può imparare attraverso la pratica. Dall'inizio del progetto, 8 anni fa, si è appreso che lo sviluppo di un progetto non segue sempre le linee previste, né procede alla velocità programmata. Eventi imprevisti possono accelerare lo sviluppo prestabilito, rallentarlo, o cambiarne la direzione. Ora la rete dei partner si sta espandendo, allacciandosi a organizzazioni simili in Olanda e all'estero. Inoltre, è anche in considerazione un allargamento del progetto per rendere la Riserva più attraente per i visitatori, e per giustificare il desiderato aumento di materiali e attività educative e promozionali. Conservazione e attività didattico-divulgative possono procedere mano nella mano, anzi in questo progetto sono obbligate a farlo. |
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Riferimenti
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