N. 20 - 25 agosto 2003
Piante che ... amano il mare: le mangrovie
(Maria Ansaldi)
Una splendida cartolina da un paradiso tropicale: la spiaggia bianca, l'acqua cristallina e l'ombra delle palme; una strana e fitta vegetazione occupa totalmente piccoli isolotti. Sono le mangrovie.

Si trovano nelle regioni tropicali, dove l'acqua dolce dei fiumi incontra l'acqua marina.

Un isolotto di mangrovie.
Le mangrovie sono tra le poche piante terrestri capaci di tollerare persino l'elevata salinità del mare aperto. Nelle acque costiere tropicali e subtropicali formano tipiche comunità marine: le paludi a mangrovie.

Sono alberi che crescono molto vicini tra loro, sostenuti da radici arcuate che formano un groviglio complesso ed intrecciato. Le comunità a mangrovie hanno una produttività primaria molto elevata. Le foglie morte delle mangrovie forniscono la maggior parte della energia alimentare da cui dipende la pesca nelle zone costiere intertropicali.

Mangrovie lungo la costa dominicana.
Le radici delle mangrovie sono sommerse dalla marea due volte al giorno; vivono quindi sopportando notevoli escursioni di salinità. L'alta marea porta acqua salata; con la bassa marea le radici emergono a contatto con l'aria o ricevono dal fiume acqua dolce. Il sale assorbito dalle radici viene allontanato mediante la linfa e depositato nelle foglie più vecchie che presto si staccano dall'albero. Alcune specie hanno sulle foglie particolari ghiandole che concentrano il sale in soluzioni anche venti volte più elevate della linfa e più dell'acqua di mare.
Le paludi lungo l'isola di Saona.
Le radici ricevono ossigeno grazie a particolari stomi situati su strutture che emergono dal fango.
Grazie ai loro adattamenti, le radici di queste piante sono capaci di penetrare profondamente nel fango asfittico. L'intrico formato dalle radici smorza l'effetto delle correnti di marea, trattiene depositi di fango e argilla e fornisce un substrato per molti organismi marini. In questo modo le mangrovie partecipano alla formazione di isole ed all'estensione delle coste.

Il fitto intrico delle radici.
I semi germogliano ancora sull'albero: sono piante vivipare. Si forma una lunga radice che penzola verso il basso, quindi cade nel fango e vi si fissa.

Se il seme germinato cade in mare si muove spinto dalla corrente, galleggiando in posizione orizzontale sull'acqua salata e portandosi altrove, a colonizzare altri ambienti; quando arriva ad un estuario salmastro, quindi meno salato, anche il galleggiamento è meno efficace, e si porta perciò in posizione verticale, la più adatta perché si ancori al substrato, iniziando così la formazione di quella che diverrà una nuova isoletta.

Inizio di colonizzazione della costa.
Le mangrovie sono un gruppo che comprende molte specie, con aspetto simile ma afferenti a diverse famiglie; presentano evidenti convergenze adattative.

In America predomina la mangrovia rossa (Rhizophora mangle); le Rhizophoraceae sono caratterizzate da foglie stipolate, da radici (aeree) a puntello o a trampoliere e da semi vivipari.
La mangrovia rossa ha radici che sorgono dai rami, si incurvano e si affondano nel terreno con funzione di puntelli o trampoli.

La mangrovia nera (Avicennia nitida) appartiene alla famiglia delle Verbenaceae; in questa specie le radici respiratorie si ergono verticalmente dalla melma.

I semi vivipari.
Le comunità a mangrovie sono importantissime per il delicato ecosistema costiero, dove molte specie di pesci si riproducono. Favoriscono l'estensione delle coste con la formazione di nuove isole e proteggono le stesse dall'erosione delle violente tempeste tropicali. La loro presenza costituisce un filtro per i sedimenti che potrebbero danneggiare le barriere coralline, che spesso vivono nelle stesse aree.

Le esigenze produttive dell'industria ittica, come pure la sempre maggiore scarsità di risorse ittiche mondiali hanno purtroppo determinato in molte aree del Mondo l'eliminazione delle comunità a mangrovie. Nel Sud-Est asiatico molti chilometri quadrati di foreste di mangrovie sono stati distrutti a favore degli allevamenti e dell'acquacoltura.

Le radici aeree.
In modo analogo, in Ecuador le comunità a mangrovie sono state distrutte per fare spazio agli allevamenti di gamberetti; altrove le mangrovie vengono tagliate anche per ricavarne un'ottimo carbone.

Recentemente però in Ecuador la distruzione delle mangrovie è divenuta un reato. In altri Paesi esistono progetti di ricostruzione di questo delicato ecosistema: alcuni ricercatori si sono fatti promotori di interventi di rimboschimento con mangrovie lungo centinaia di chilometri di coste minacciate dalla desertificazione in Messico, in Arabia Saudita e altrove.

Possiamo sperare che - compresa l'importanza di questi ecosistemi - si ponga fine alla distruzione delle comunità di mangrovie, a tutto vantaggio della vita delle specie ittiche e delle barriere coralline; potremo forse continuare a goderci il paesaggio unico e affascinante delle paludi di mangrovie.

Il "Parque Nacional Los Haitises".

Riferimenti bibliografici:

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