Aprile 2002
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Le piante nella medicina popolare della Liguria
(Simonetta Maccioni) |
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Cè stato un tempo in cui i ritmi della natura
determinavano la sopravvivenza della famiglia, in una società
prevalentemente contadina, e le malattie si curavano con le piante.
Come in tutto il territorio nazionale, anche in Liguria negli ultimi decenni si è assistito al progressivo abbandono delle preparazioni legate al mondo vegetale, a favore dei medicinali di sintesi. In alcuni paesi è comunque ancora vivo luso delle piante nella vita quotidiana, grazie soprattutto agli anziani che ne hanno conservato la memoria. È nata così lesigenza di raccogliere dalla voce delle persone i ricordi di quel mondo che oggi, nel ritmo frenetico di tutti i giorni, sembra scomparso eppure è proprio lì che affondano le nostre radici. |
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Questo primo contributo riguarda la Val di Magra,
che si trova in provincia della Spezia e comprende:
la pianura del fiume Magra, il promontorio di Montemarcello,
le colline di Arcola e Vezzano, ad ovest, e le colline di
Fosdinovo, Castelnuovo e Ortonovo verso est.
Il territorio è intensamente popolato,
soprattutto nellarea pianeggiante, ma ancora ricco
di ambienti naturali ben conservati sulle colline, dove
sorgono gli antichi borghi medievali.
La vegetazione spontanea va da quella ripariale lungo il fiume Magra (lische, cannucce, salici, ontani, pioppi) ai boschi misti di caducifoglie (carpini neri, cerri, noccioli, roverelle, castagni) e alle pinete di pino marittimo sulle colline intorno alla pianura, alla lecceta e alla macchia mediterranea (lecci, lentischi, alaterni, terebinti, corbezzoli, cisti) lungo la costa del Caprione, dove si ritrovano anche estese pinete di pino dAleppo. Le zone di maggior pregio naturalistico sono state sottoposte a vincolo di protezione, con la costituzione del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. Nei pressi di Montemarcello sorge lOrto Botanico del Parco che ha specifiche finalità di conservazione del patrimonio vegetale e di recupero delle conoscenze etnobotaniche. |
Vegetazione ripariale lungo il Magra.
Macchia mediterranea. |
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Le interviste hanno permesso di fissare luso medicinale
di 76 piante, delle quali vengono utilizzate soprattutto le foglie,
e poi frutti, fiori e sommità fiorite. Più raro
è risultato limpiego delle parti sotterranee
(rizoma, bulbo, tubero e radice), del latice e della resina.
Le preparazioni più diffuse sono il
decotto e l
infuso,
ma si usa molto anche la pianta fresca, soprattutto per uso esterno;
meno frequenti sono sciroppi, macerati in olio (oleiti) o in vino (enoliti).
Per quanto riguarda le patologie, ben 43 piante sono utilizzate contro i disturbi gastro-intestinali, molto spesso sintetizzati dalle persone intervistate con i termini " depurativo" o "rinfrescante". Altre affezioni curate con le piante sono quelle a carico dellapparato respiratorio e della pelle. Sono stati riscontrati anche usi poco noti in letteratura, ad esempio Ceterach officinarum DC. ed Echium vulgare L. come epatiche, Parietaria officinalis L. come bechica e vermifuga, Sambucus nigra L. come antivirale e Urtica dioica L. come febbrifuga. Inoltre per la cura della pertosse si beve uno sciroppo ottenuto lasciando a macerare zucchero dentro un pezzo fresco di canna (Arundo donax L.) compreso tra due nodi (internodo). |
Ceterach officinarum |
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| Alcune delle piante usate nella medicina popolare della Val di Magra sono coltivate, come aglio, cipolla e patata; altre sono spontanee e tra queste numerose sono quelle che appartengono alla vegetazione mediterranea. Ad esempio, le foglie crude del finocchio di mare (Crithmum maritimum L. ) vengono mangiate in insalata, in quanto ricche di sali minerali, mentre il loro infuso si beve come diuretico. L infuso delle sommità fiorite degli elicrisi (Helichrysum italicum (Roth) Don, Helichrysum stoechas (L.) Moench) è digestivo e febbrifugo. In passato le foglie venivano bruciate nelle stanze per disinfettare laria, per le loro qualità antisettiche. Il decotto delle foglie del mirto (Myrtus communis L.), ricche di olio essenziale, cura le malattie respiratorie ed è utile per lavaggi antisettici. La resina del pino dAleppo (Pinus halepensis Miller ) si applica fresca sui denti doloranti, e si usa in suffumigi per le malattie dellapparato respiratorio. |
Finocchio di mare
Pino d'Aleppo |
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Le ricerche effettuate in Val di Magra hanno messo in evidenza
come in diversi paesi sia ancora viva la cura delle malattie
tramite lutilizzo di preparazioni a base di piante,
derivate dalla tradizione orale, anche se non in maniera
così diffusa come in altre zone della Liguria.
In particolare è emerso che le persone anziane,
in genere donne, ricordano e praticano la medicina degli
avi, ma le loro conoscenze non sono state trasmesse ai
giovani che in genere sembrano trascurare questi aspetti
della cultura locale.
È dunque evidente limportanza dellopera di recupero delle tradizioni orali, affinché non vadano perdute, insieme alle persone che ne hanno memoria, ma vengano fissate quali tracce della cultura popolare che deve essere patrimonio delle generazioni future. |
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Riferimenti bibliografici
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