Aprile 2001
Proprietà allucinogene e usi di Salvia divinorum
(Gianni Bedini)

Nella tradizione mazateca, le foglie fresche di Salvia divinorum vengono masticate lentamente; alternativamente, se ne estrae il succo spremendo le foglie con le mani oppure pestandole in una sorta di mortaio. Il succo è quindi diluito con acqua e bevuto. Per ogni dose sono impiegate da 20 a 80 foglie.

Le allucinazioni indotte dall'infuso sono state descritte da diversi ricercatori, che ne hanno personalmente sperimentato l'effetto, come "colori danzanti in elaborati, tridimensionali disegni", "sorprendenti immagini colorate dai bordi brillanti", "complesse figure lentamente cangianti", che avvenivano solo nella completa quiete e ad occhi chiusi. In alcuni casi l'effetto è descritto come uno stato di aumentata sensibilità mentale. Non sono riportati disegni geometrici colorati - che sembrano caratterizzare l'ingestione di altri allucinogeni - e neppure immagini auditive. Gli effetti sono bruscamente interrotti da rumori improvvisi o dalla luce. L'apice si manifesta tra 10 e 30 minuti dall'assunzione, ma effetti più lievi possono perdurare anche per alcune ore. Alcuni ricercatori hanno provato vertigini o nausea, ma tutti sono stati concordi nel valutare gli effetti complessivi come "molto più deboli" di quelli indotti dai funghi magici.


Foglie di Salvia divinorum

Gli sciamani sfruttano questi effetti per predire il futuro, curare le malattie e ottenere indicazioni riguardo ad amici, nemici, parenti. A seconda dei casi, l'infuso è assunto dal curandero, dal paziente o da entrambi. La Salvia divinorum è molto importante anche per gli apprendisti sciamani, che nello stato mentale indotto dalla pianta, sotto il controllo di uno sciamano esperto, imparano ad ascoltare la voce della Vergine Maria mentre illustra i sintomi delle malattie, ne prescrive la terapia, e insegna a identificare e usare le piante medicinali. In effetti, la Salvia è impiegata nelle prime fasi di apprendistato; nelle fasi avanzate, gli apprendisti sono guidati nell'uso dei semi di 'fiore della vergine' (Rivea corymbosa) e successivamente dei funghi magici. La Salvia è ben indicata per le fasi iniziali dell'apprendistato visto che, come già ricordato, i suoi effetti sono più blandi e possono essere interrotti in qualunque momento da un rumore improvviso - bastano anche poche parole a voce alta - o dalla luce. E' probabile che la specifica sequenza di utilizzo della Salvia e della Rivea prima dei funghi magici abbia il compito di rendere l'apprendistato meno traumatico di un programma basato esclusivamente sui funghi, i cui effetti allucinogeni sono molto più intensi e meno controllabili. Inoltre, in questo modo i futuri sciamani scoprono la varietà di esperienze allucinogene.

Il principio attivo è una molecola terpenica denominata Salvinorina A, che allo stato puro è considerata la sostanza allucinogena più potente del mondo, in grado di agire anche a dosi molto basse. L'assunzione di Salvinorina A in dosi elevate determina la perdita del controllo sul corpo, che si muove continuamente in modo indipendente dalla volontà e senza che i soggetti ne siano consapevoli, con la possibilitaà di gravissime conseguenze. Questi effetti sono evitati dai Mazatechi grazie ai modi di assunzione e ai dosaggi adottati, che impediscono l'assunzione del principio attivo oltre i livelli di sicurezza: tutte le descrizioni riportate, infatti, caratterizzano gli effetti come blandi, mai violenti.

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Struttura chimica della Salvinorina A





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